lunedì, 30 giugno 2008, ore 20:25

Lo dico e lo ripeto: ho l'impressione di essermi perso...
Negli ultimi tempi non riesco più ad avere un momento vuoto, anche solo un'ora per riflettere, per pensare, magari per scrivere...
E questa pecca enorme di questo periodo matto mi sta facendo penare...
Perchè alla fine io non riesco bene a capire dove sono, cosa sono, quando sono...
Ho sempre davanti l'impressione di essere Edward Norton che "perde un'ora, guadagna un'ora", e non capisco bene cosa succede...
Mi ritrovo così alla vigilia del primo luglio senza aver capito che l'estate è iniziata, senza aver ancora fatto una mezza cosa estiva...
Perchè?
Non lo so...
Quando le risposte ti mancano perchè non riesci a capire le domande allora è il momento di fermarsi e fare il punto della situazione...
Perchè alla fine di tutto mi manca un po' quello, il consuntivo e il preventivo, la capacità di capire cosa è andato bene e cosa no, perchè perdo di vista gli obiettivi, le cose da fare, le cazzate di ogni giorno, perdo di vista il mondo intorno e non va bene...
Mi sto automizzando, mi sto "omologando al sistema" come avevo scritto tempo fa...
E questo mi fa perdere, mi fa viaggiare in uno strano stato di sonno vigile, in cui funzionano le mie funzionalità base, ma non ci sono estro, fantasia, inventiva...
Solo ordinaria amministrazione....
Mi sono perso...
Che mi serva un navigatore?

cifero

domenica, 22 giugno 2008, ore 13:45

Con un titolo di mengacciana memoria passo in rapida rassegna le mie impressioni dal matrimonio di ieri sera...
Non discuto sul cibo, io mangio qualsiasi cosa sia vagamente commestibile, questo nonostante mi mantengo sul peso approssimativo di 60 chili, per cui ieri sera ho ingurgitato ogni cosa mi sia capitata a tiro...
Vorrei invece discutere sul microsmo delle persone ai matrimoni...
Ora, evitando il solito discorso di "io bambino, gli altri maturi... ecc..." volevo invece fare un rapido escursus sulle figure presenti...
Iniziamo dai parenti geriatrici, quelli vecchissimissimi, che per tutta la durata della cerimonia e del pranzo continuano a lamentarsi del caldo, del freddo dell'aria condizionata, del vino, del cibo, e mangiano come capre afgane, poi ricordano il passato e i matrimoni dei loro tempi e dicono sempre "Ai miei tempi questo non c'era...".
Poi ci sono le coppie di fidanzati, dove c'è lei che già si vede al posto della sposa e studia i dettagli, e sempre lei si mette a parlare con le sue simili e cerca di trovare i difetti della festa, per cercare di migliorare tutto...
La lei in questione si trova davanti alla gente che le dice "E quando toccherà a te..." e nel frattempo il lui scappa per evitare le domande imbarazzanti....
E il lui invece cosa fa?
Si mette a guardare le decine di tette che svolazzano in giro, in vestiti troppo stretti per essere un matrimonio, e puntualmente viene sgamato dalla morosa e deve inventare scuse strane per non essere cazziato...
Le tette: altra cosa di cui parlare...
Mamma mia, quante ce n'erano ieri sera, veramente ad un certo punto mi sono sentito veramente circondato: in effetti l'altra categoria di cui parlare sono le fighette single che al matrimonio vengono per far invidia alle altre, tutte stratirate e stratirone, peccato che non si batta chiodo con quelle...
E poi ci sono quelli come me che osservano la situazione e commentano in silenzio...
E guardano le tette...
cifero

venerdì, 20 giugno 2008, ore 20:26

Mi ero dimenticato questo dettaglio....
Martedì pomeriggio alla filiale di Sarzana ci portano, finalmente, la macchinetta del caffè e le chiavine da caricare per evitare la fila di gente che viene alla cassa e ti dice "me li cambi da 50 centesimi?".
Ora, lo so che sono ovunque 'ste cose, ma lasciatemi crogiuolare nella mia innocenza da omino di campagna....
Avere questa diabolica macchina è deleterio per un caffeinomane come me, perchè si evita di dover uscire dalla filiale per prendere il caffè ed è tutto troppo a portata di mano per evitare di prenderlo...
Certo, il barista di fronte ora piange per le mancate entrate, ma noi no...
Io ora sento l'odore del caffè e mi parte il cervello, devo andare a prenderlo, e meno male che ora fino al primo luglio non sono a Sarzana ma nell'amena e rustica Borghetto, così evito la caffeina...
Ma lasciatemi dire che mi si è aperto il cuore, quando mi sono ritrovato davanti alla macchinetta col direttore e la responsabile dei crediti, e guardandoli ho detto "Sembra di essere a camera caffè", così che per il quarto d'ora successivo il direttore diceva di essere De Marinis e chiamava Bitta tutti quelli che si avvicinavano alla macchinetta...
Sono cose belle...

cifero

giovedì, 19 giugno 2008, ore 21:25

In questi folli giorni senza freno, tra una filiale e l'altra, coi clienti che mi fanno le feste quando mi vedono, le brasiliane senza il reggiseno e col vestito bianco che mi fanno contare i soldi tre volte, i direttori a cui ispiro fiducia e che mi responsabilizzano, io attuo una lenta regressione che mi porta a cercare di scappare da tutte queste nuove responsabilità.
Ma rimandare l'inevitabile sembra sempre più duro, fare resistenza contro il mondo che cambia, contro l'età che avanza e la maturità è difficile....
E allora mi ritrovo, come ieri sera, a portare il regalo di nozze ad una mia coetanea che si sposa, a mangiare una torta sacher che di sacher non aveva niente, e a parlare di lavoro, di futuro e a discutere sui regali, e sugli sposini della thun, qualsiasi cosa siano, a parlare di piatti e di bicchieri, di fiori della chiesa, di ristoranti e cene e in tutto questo mi sentivo un alieno, lontano (fortunatissimamente) anni luce da tutto ciò.
E penso a tutta questa gente, e a come io sia così lontano, perso tra i miei fumetti, le mie infantilità, le mie storielle di vita quotidiana, le cose di cui io faccio una macchietta, tutte quelle cose che dicono che io non sono per niente maturo...
L'altro giorno in edicola mi sono pure comprato i Gormiti...
Il fatto è che la mia è una resistenza a tutto questo, una grossa battaglia per restare lontano da tutto quello che comporta maturità e responsabilità, e ora che ho una professione quasi seria questa battaglia si fa dura...
E quindi attuare la mia regressione è duro, difficile, non impossibile...
Basta solo restare nascosto tra la folla della gente che segue la corrente del tempo....
Io viaggio in incognito, e spero di restarci ancora per un po'....
E' un momento molto strano della mia vita, un punto in cui non penso a niente, tutto capita per caso, e io non programmo, non ragiono...
Non pretendo e non voglio, lascio che tutto scorra....
E va bene così...
cifero

domenica, 15 giugno 2008, ore 14:09

Mi perdo ultimamente...
Non è una cosa brutta, anzi, mi da uno strano senso di estrema vitalità, come se io fossi l'unica persona a questo mondo che si muove a velocità doppia rispetto agli altri, ma a volte mi fa riflettere sta cosa, nei rari momenti di tregua...
Il guaio è che dopo essere stato un mese in quel di Borghetto ad apprendere le finezze del lavoro, sono ritornato giù a Sarzana più in forma che mai, con i clienti che sono stati contenti di rivedermi e i colleghi che si fidano sempre di più di me...
E mentre sono lì, schierato in trincea, dietro al vetro della mia cassa, opero con velocita estrema, sorrido alla gente e instauro dialoghi, ci provo con le fighe che vengono a cambiare gli assegni, passo la foto di Teomondo Scrofalo al vicedirettore, non litigo con nessuno, mi lasciano il caffè pagato, oppure (ma questo solo a Borghetto) mi portano la focaccia in banca...
E quando esco trecento cose da fare, tremila responsabilità, e all'orizzonte ancora sempre altre cose da fare, e io mi perdo...
Non mi riesco a capacitare di tutte queste cose, di tutto quello che faccio, che riesco a portare avanti, non mi capacito del fatto che alle 5 e 30 mi buttano fuori dalla banca perchè ormai cazzo devo andare a casa, perchè non mi rendo conto del tempo...
E anche se mi scordo di sentire la gente, se sono in ritardo, se vivo sempre come una pallottola in volo, anche se spesso mi addormento e sogno le cose da fare il giorno dopo, anche se tutto questo mondo corre intorno a me, io volo insieme a lui, e vado anche se ogni tanto non so perchè, come, dove, e mi sento stranamente perso....
L'altro giorno sono tornato per una firma al mio vecchio ufficio e tornare là è stato strano...
Perchè c'era silenzio, tranquillità e lentezza....
E non mi capacitavo più di essere stato tre anni lì, così lento, così fermo....
Ed è lì che ho realizzato che quello che faccio ora, quello che sono diventanto è quello che voglio...
Anche se alla fine tutto questo groviglio di cose si intreccia, si incasina e io mi perdo nel labirinto, nel groviglio di cose....
E tutto questo è assolutamente magnifico....
cifero

domenica, 08 giugno 2008, ore 20:44

Mi riapproprio di Internet dopo una settimana buona e provo a scrivere...
Pensare che dal mio vecchio ufficetto riuscivo a farlo tutti i giorni, ora invece è un'impresa...
Perchè per un motivo o per un altro io qua al pc non ci sono mai...
Impegni, divertimenti, incarichi e rotture varie mi riempiono le giornate, telefonate da fare e da ricevere, beghe continue da risolvere, e sempre numeri...
E io arrivo a certi punti in cui, appena posso, non faccio più un beato cacchio e mi rilasso (e collasso...).
Il weekend scorso, per esempio, non ho fatto niente.
Ho viaggiato in coma per tre giorni, spaesato e senza capire cosa stavo andando, dove stavo facendo (parafrasando Quelo...).
E non so se si sia trattato di pigrizia o di stanchezza....
Infatti la differenza, secondo me, è minima...
Voglio dire: la stanchezza è normale, ok, ma se uno cerca di resistere, si muove o altro, allora la vince e fa quello che vuole...
Ma se alla pigrizia aggiungiamo la stanchezza allora sono cazzi...
Perchè a quel punto non si fa più niente, ci si crogiuola nel niente e si tende a poltronizzarsi....
Io sono così...
La pigrizia della settimana scorsa mi ha accompagnato per tutti i giorni successivi e devo dire che mi tenta ancora adesso....
Ora, anzichè alzarmi di qua e andare al cinema, me ne starei volentieri sul divano a fare niente...
Ma mi costringono a fare altro e allora si va...
Vabbè....
cifero