martedì, 29 aprile 2008, ore 20:47

Io ho sempre degli alibi, sempre...
Sempre una scusa buona, chissà perchè...
Ai miei tremila difetti si aggiunge la mia mancanza di senso della responsabilità...
Oggi, abbandonato per il primo giorno in cassa, solo davanti alla marea di pensionati strarompiballe, alle impiegate impiccione, avevo solo un alibi: "è il mio primo giorno...".
Come Homer Simpson quando va in marina e rischia la guerra mondiale e si scusa timidamente dicendo così....
Io, la solita faccia di chi si fa compatire, guardavo la gente che sbuffava perchè ero lento o chiedevo cose ogni 15 secondi e dicevo "mi dispiace, mi capisca, è il mio primo giorno".
Stessa cosa anche alla carinissima impiegata di una concessionaria, a cui sorridevo dicendo la mia solfa, e lei che mi dice "Mai lavorato in banca? Allora auguriiiiiiiii" come dire, stai fresco!
E ridendo e scherzando, salvo il doppio prelievo a un vecchietto rompiballe che mi faceva squadrare per eccesso, non è andata male...
Salvo la gente rompi balle, quella sì...
E il solito cagacazzi di vicedirettore...
Uscito dalla banca sono andato a fare spesona di autogratificazione dal fumettaro, giretto tattico per Sarzana dopodichè ho provato il telepass....
E poi ho chiamato il mio vecchio capo per sapere come va e quando devo andare ad aiutarlo...
Mi sento come quello che ha la morosa nuova e chiama quella vecchia....
Quello che ha la strafiga che però ci va solo per trombarsela, e richiama la vecchia tipa, normale, magari un po' sognata, che però non gliela dava...
Tradimento? Voglia di tornare indietro?
Boh...
Per ora mi sento un po' sperso, e devo capire...
Ma dopotutto è il mio primo giorno...

cifero

mercoledì, 23 aprile 2008, ore 20:39

Wow...
Neanche due giorni di lavoro e già mi fa schifo...
E sì che dovevo pure aspettarmelo, ok, ma non è che 'ste cose viste dal di fuori, quando vai a portare le cose in banca da impiegato del commercialista (con odio profondo verso i bancari) le capisci...
Pur non essendo ancora operativo, cosa che avverrà martedì, dopo l'ennesima tornata elettorale in cui rifarò il presidente, mi sono reso conto che questo lavoro ha di bello solo lo stipendio...
Il resto è veramente schifo...
Contare e dare via soldi, il bancomat umano, con il bastardo vicedirettore che ti alita addosso e sbraita senza ritegno (ecco un nuovo stronzo da aggiungere alla mia collezione).
In due giorni del lavoro non ci ho capito niente, troppe segate da ricordarsi, troppi automatismi, troppe menate da fare ogni volta...
E troppi soldi da contare...
La tipa che mi insegna dice che imparerò, ma io intanto sono già stressato da questo capo odioso e con la forfora che sbraita ogni due per tre...
Il guaio è che questo lavoro mi serve, perchè mi servono i soldi, ma spero di non rimetterci la sanità mentale...
Quello che pensavo oggi, in coda tornando verso casa, è a quella parabola che sta nel titolo di "Big fish" di Tim Burton.
Puoi essere un pesce piccolo in uno stagno grande, o essere un pesce grande in uno stagno piccolo, e questo è sicuramente meglio...
Io ero un pesce grande, nel mio piccolo, da adesso sarei stato retribuito, e salvo casi anomali avrei avuto un posto sicuro, pagato poco, ma sicuro, in un lavoro che alla fine sapevo fare bene...
Ora invece sono in uno stagno grosso grosso, ma sono il pesce più piccolo, spettinato e con l'aria spaesata, e sono sicuro che questo lavoro non lo so fare, non mi sta piacendo, ma mi serve...
Un triste compromesso...
Grazie gente dei complimenti, ma riprendeteveli pure, perchè questo lavoro non fa per me...
E mo vediamo quanto duro...
cifero

martedì, 22 aprile 2008, ore 20:34

In un giorno di banca ho capito come si diventa grandi e quali sono i segni del diventarlo...
Diventare grandi in un colpo solo vuol dire avere finalmente una responsabilità in quello che fai, e non lasciare che ci pensi il tuo capo, perchè questa volta non lo si può più fare...
Si diventa grandi quando hai un nuovo conto corrente, un telepass, un bancomat nuovo fiammante che ti dicono non avere spese e che puoi usare dove vuoi.
Si diventa grandi quando ti devi mettere una giacca seria e le scarpe buone e nascondi le scarpe da calcetto nell'armadio e non ti sogni più di andare a lavorare con la felpa rossa dell'adidas, che pure mi dona...
Si diventa grandi quando diventa un lusso lasciarsi la barba lunga di cinque giorni, e devi viaggiare liscio e sorridente...
Si diventa grandi quando giri con la giacca e la camicia, senza cravatta, e i ragazzini ti danno del "lei" e le vecchiette ti sorridono...
Si diventa grandi quando ti accorgi che del tuo guardaroba l'80% non è adatto al lavoro che fai e devi fare acquisti in blocco...
Si diventa grandi, ma per fortuna il processo non è irreversibile...
Tornato via dai tristi uffici posso rimettermi la felpa dell'adidas e le scarpe da calcetto, e farmi dare del tu da qualsiasi essere vivente sulla terra...
Peccato per la barba, quello è un guaio...
cifero

lunedì, 21 aprile 2008, ore 21:08

La cosa bella è che tutto capita insieme, in un momento, tutto come un turbine e non si capisce niente, si parte alla svelta e non c'è manco il tempo di capire cosa sta succedendo...
Mi resta in testa "Back in black" e mi ronza il riff in continuazione, questo ormai da qualche mese, ma in questi giorni, da martedì pomeriggio in poi è questa la colonna sonora...
E mi rode il fatto di aver nascosto tutto a tutti questa volta, senza annunci ufficiali, ma con annunci graduali che da domani, forse, farò in modo plateale...
Certo, è una rivoluzione, un cambiamento di abitudini che per un abitudinario come me fa paura...
Ma paura buona, intendo...
E tra ponti e varie cose credo ci vorrà un mesetto per somatizzare la rivoluzione...
Quello a cui pensavo dal giorno del colloquio, che non ho scritto per scaramanzia, è il modo in cui sono riuscito a parlare di tutto quello che rappresenta me stesso...
Un colloquio iniziato citando Guccini (quando mi ha chiesto se ero il primo laureato della mia famiglia ho risposto che "son della razza mia per quanto grande sia il primo che ha studiato") e finito parlando di Tarantino e della metafora del supereroe che conclude Kill Bill...
E parlando a fiume con questa tizia davanti a me, raccontando della mia visione del mondo, e senza mentire mai una volta, mi sono sentito strano, come se davvero stessi andando dritto nella direzione che volevo seguire...
Ero io a fare le regole del colloquio, e devo dire che quella sensazione è stata giusta...
Ora ho salutato il mio studio, non dopo aver concluso il praticantato...
Ci sono riuscito, ho fatto tre anni di pratica, e farò forse, prima o poi l'esame...
Stamani ho stretto mille mani, firmato mille fogli e domattina si parte...
La cosa brutta è che non posso più avere l'ADSL gratis e le ore di cazzeggio...
La cosa bella è che sono un bancario a 20 km da casa...
Una bella rivincita dopo San Miniato...
Certo ora ho doveri e responsabilità, una data di scadenza (28 novembre 2008) che pesa sul mio contratto e sul mio futuro, la speranza del rinnovo e tutto il resto, ma ci credo...
E ci provo...
Se non altro me lo sono guadagnato, meritato quello non lo so...
Sarà ancora una volta il tempo a parlare, ma nel frattempo mi gongolo....
Certo, il blog magari ne risentirà, e non sarà più quasi quotidiano, ma se fosse davvero il prezzo da pagare, forse ne vale la pena...
Domani si parte...
E inizia un nuovo capitolo e una nuova lotta...
Quella per il rinnovo...
Si parte!
Villanueva y la rèvolucion!!!
cifero

mercoledì, 16 aprile 2008, ore 15:37

Alla fine fare il presidente è stato più facile di quanto pensassi...
Questo grazie anche all'immenso aiuto del mio segretario di fiducia...
Alla fine, poi, si va al ballottaggio della provincia, e quindi tra due sabati si ricomincia tutta la tiritera del carosello elettorale, anche se stavolta in versione very very light...
Alla fine ho raccolto i complimenti di un po' di persone che ci hanno creduto in me, più di quanto di solito faccio io...
E poi proposte, ancora, gente che chiede e fa il mio nome per ruoli nella società bigliolese, io che sono quello "affidabile".
E alla fine oggi niente Parma, niente Cariparma, stamattina ho dormito...
Questa volta ho un motivo.
Lunedì si comincia una nuova grande era, il nuovo capitolo, la rivoluzione cercata per tre anni a Villanova e peccato che cominci nell'era del Berluska....
Verso un nuovo lavoro...
Oggi sistemo le cose qua, inizio a vedere le soluzioni per non mettere in crisi i miei capi...
Che non sono più pseudo capi, ma capi... Ora e per poco più di tre giorni...
E la cosa comica è che tutto accade quando finalmente finisco il tirocinio...
E tutte queste cose che si sommano, e la gente che intorno stravede per me (anche il carabiniere ai seggi mi ha fatto i complimenti, e il presidente del consiglio comunale), tutto questo, la primavera e il resto mi sembrano l'inizio di qualcosa di buono...

cifero

martedì, 15 aprile 2008, ore 09:34

L'esperienza elettorale non è finita, ma è in pausa.
Oggi pomeriggio spoglio delle provinciali, poi finalmente libertà, libertà adorata libertà...
Per commenti sull'esperienza da presidente e sulle elezioni rimando ai prossimi giorni (se ne ho voglia già stasera....).
Ora c'è un'altra cosa che mi fa pensare...
L'altra notte ho dormito da schifo, saranno state le cose che ho mangiato la sera, oppure l'agitazione per i seggi, non so...
Sono riuscito a cadere in un sonno buono tardi e lì è capitato un sogno strano...
C'ero io, in macchina, lungo un'autostrada tortuosa, e c'era la Rossa (anche se rossa ormai non è più), a fianco a me, che mi diceva che tutto sarebbe andato bene...
E io me la coccolavo mentre guidavo e alla fine le curve diventavano un rettilineo e mi sentivo bene.
Mi sono svegliato al primo tuono del temporale con quella sensazione illusoria addosso, benessere che mi è rimasto addosso da quel sogno, fino a che non ho realizzato che ero ritornato nella mia caotica realtà e che la Rossa era anni luce lontana...
Quello che mi chiedo è perchè sempre lei, nonostante siano passati anni e ce ne siano state altre in mezzo...
E la cosa mi turba e non la capisco, soprattutto perchè, a parte il sogno, c'era quella sensazione bellissima dietro, e quella non la capisco, o forse non la voglio ammettere...
Tutto ciò incasina sempre di più il mio caos...
cifero

venerdì, 11 aprile 2008, ore 15:53

Mentre mi avvio nell'ultima settimana da praticante, ecco che il futuro inizia a muoversi e iniziano a capitare strane cose.
Prima c'è il mio pseudo-capo, che mi propone di restare, mi inizia a parlare di soldi e snocciola le cifre, più fa i piani per il momento in cui sarò abilitato.
E in più, se la cosa non mi piacesse, mi dice che è pronto anche a valutare il caso di un impiego da dipendente...
Wow....
Certo, se ci volevano tre anni per arrivare a 'sto punto, forse l'attesa potevamo farla più corta...
Poi stamani mi chiamano dalla Cariparma e mi dicono se voglio fare un colloquio e una selezione e io gli dico ok e fisso tutto per mercoledì prossimo.
Capita tutto così per caso e non ci penso...
Però, certo, sarebbe una buona opportunità, se non altro mi rifaccio un giro a Parma, che sarà più di un anno che non ci torno...
Certo, queste selezioni sono sempre un terno al lotto, ma chissà...
E quindi le cose strane si muovono, e nel mezzo questa parentesi elettorale che mi inquieta.
Sono passato a prendere le istruzioni e domani si parte con tutto il circo, mi gestirò poca gente, circa 280 votanti, ma resto comunque in apprensione....
E per rilassarmi, dopo lo spoglio dei due giorni, me ne andrò a Parma a rimettermi in gioco...
Millantando altro qua, dove nel frattempo stanno decidendo sui soldi da darmi...
Cado in piedi?
Non lo so, ma forse, comunque, l'importante è che se si cade bisogna alzarsi alla svelta...
E confuso più che mai passo e chiudo.
Vesto i panni del presidente e ci risentiamo prossimamente...
Sempre che non mi arrestino prima....

cifero

mercoledì, 09 aprile 2008, ore 16:11

Il cammino verso le elezioni volge quasi al termine, e io mi appresto a vestire i panni del pubblico ufficiale in questa nuova strampalata avventura.
Devo dire che fare il presidente mi mette un po' di ansia, non sia altro per il fatto che io sono casinista normalmente di mio, perdo le cose e amenità varie, figuriamoci in una situazione di pressione come questa!
Fortunatamente mi ritrovo una sezione piccola, e forse questo aiuta, e sono riuscito a contattare un segretario di fiducia, e spero che quindi non mi ritroverò da solo a lottare contro tutte le potenziali anomalie che si potrebbero presentare al seggio.
Già perchè uno non ci pensa, ma ce ne sono di casi strani, basta leggere le istruzioni del ministero dell'interno o leggere un po' sui giornali di questi giorni le casistiche assurde, o ascoltare le leggende urbane di amici e conoscenti.
Le istruzioni sono scritte in modo abbastanza chiaro, anche se comunque presentano mille casi strani che sembrano venire dal referendum costituzionale...
Per esempio: cosa vuol dire "elettore che indugia artificiosamente nell'espressione del voto"? Come faccio a capire se il vecchio dentro alla cabina si è addormentato oppure tenta di bloccare le elezioni stazionando là dentro?
Questa è la dicitura più strana che ho trovato, ma ce ne sono parecchie...
Poi come se non bastasse ecco le polemiche di questi giorni.
Prima la scheda con i simboli troppo vicini e i possibili casi di nullità, che se prima tutti sapevano come fare a votare ora nessuno ci capisce più niente...
Poi il discorso dei telefonini: bisogna intimare a tutti di lasciarli fuori? Oppure se non lo faccio, come capisco che il tizio si sta facendo le foto con le schede dentro alla cabina? E se io non posso perquisirli, devo rompere le balle ai carabinieri tutte le volte?
Per ultimo arrivano poi le strampalate storie impossibili che mi raccontano amici e conoscenti.
Da quella che racconta della vecchia che si è rubata la matita copiativa e che l'hanno dovuta seguire fino a casa per riprendersela, a quella del presidente che trova la scheda nulla perchè sopra c'è scritto " Voto quella gnocca bionda ai seggi" fino alla bellissima, classicissima, e forse veramente irreale, di quella scheda con dentro una fetta di salame e sopra scritto "Adesso mangiatevi anche questa...".
Questo sarebbe veramente il top...

cifero

lunedì, 07 aprile 2008, ore 15:51

Ieri sera sono andato a vedermi il nuovo film di Virzì, uno dei tanti registi per cui stravedo.
Quello che mi piace di Virzì, a partire da quando ho visto "Ovosodo" a scuola una vita fa (credo in quarta ragioneria...), è l'ironia che mette nel raccontare la lotta di classe, o quantomeno nel descrivere la disparità tra le varie classi...
Concetto che ha ribadito magistralmente in "Caterina va in città" e che ritorna in pieno in questo film.
Iniziamo con la storia: Marta è una laureata con lode in filosofia che finisce, per giri strani, a lavorare in un call center, dove verrà a contatto con un modo a dir poco comicamente disumano, una specie di "reality show scappato alla tv", dove si troverà ad essere precaria in un mondo di precari, venendo a contatto con i personaggi tipici di questa parte di mondo, dalla ragazza madre al manager, dal venditore senza scrupoli al delegato sindacale.
Quello che emerge dalla storia, che peraltro è tratta da un libro-blog di una ragazza che là dentro c'è stata ("Il mondo deve sapere" si chiama e l'autrice è Michela Murgia), è un mondo quasi nascosto, quello con cui ogni giorno veniamo a contatto vedendolo dall'altra parte, ovvero quello delle gentili signorine che ci vogliono vendere di tutto, nascoste dietro un telefono.
Quello che appare è una realtà dove tutto è precario, il lavoro, il futuro, l'abitazione,  pure i sentimenti e le relazioni umane.
Non a caso tutti i personaggi, anche quelli che partono come "vincenti" finiscono coinvolti in questa spirale degradante che porta il film ad un'apocalisse paradossale, con un finale amarissimo e che non lascia spazio alla speranza.
Sembra quasi che il lavoro precario sia una metafora per raccontare questi tempi precari, in cui niente, neanche l'amore e la vita sociale delle persone, è a tempo indeterminato.
Marta, la bravissima Isabella Ragonese, passa tutto il film come un'osservatrice, un'esploratrice di questo mondo folle, dove tutto è bello, perfetto, pulito e moderno, con tanto di canzoncina motivazionale del mattino, ma dove tutto in realtà è solo sfruttamento legalizzato.
Bravissimi anche gli altri attori, Virzì utilizza al meglio i suoi attori simbolo, Massimo Ghini spettacolare nel ruolo del manager del call center, irresistibile la Ferilli nel ruolo della tutor delle ragazze, mi è piaciuto anche Elio Germano, nel ruolo del venditore spietato che alla fine ha una bella crisi di nervi, ottimo come sempre anche Valerio Mastrandrea, qua a fare il sindacalista dei precari.
Poi c'è Micaela Ramazzotti, che oltre a interpretare in modo divertente la ragazza madre svampita e di "facili frequentazioni" esibisce un nudo integrale pauroso (che vale metà prezzo del biglietto) in una delle scene più divertenti.
In conclusione bel film, molto attinente alla triste realtà, un po' troppo drastico nel finale, dove tutto cade come in un domino, e con un finale amaro e senza speranza.
In fin dei conti Virzì ci parla di un mondo dove i professori universitari sono vecchi quasi da ospizio, chi molla l'università sembra avere più fortuna degli altri, i manager ne sanno meno di tutti, i sindacalisti sono più innamorati delle proprie battaglie che attenti ai precari.
E alla fine sembra che i laureati siano dei poveracci che hanno fatto la scelta sbagliata, soprattutto se hanno chiuso "col botto" (vale a dire lode e abbraccio accademico).
Alla fine mi ci sono trovato in molte delle situazioni descritte e ho riso amaramente.
E' triste vedere che la realtà dei nostri tempi è questa.
Il bello è poterci almeno ridere sopra...
cifero
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categoria : film e telefilm

venerdì, 04 aprile 2008, ore 17:49

Questa primavera che avanza mi ha fatto ripartire, sotto molti aspetti...
L'orario legale, dopo un paio di giorni di coma, è stato assimilato bene dal mio organismo e dal mio gatto (che con l'ora solare aveva avuto problemi, l'avevo pure scritto...) e mi ha fatto ripartire su molti fronti.
La mia lista delle cose da fare, impolverata fino a Pasqua, nell'ultima settimana ha visto la cancellazione di numerose voci e anche se ne restano ancora parecchie (e masochisticamente io aggiungo sempre...) sono soddisfatto...
Sarà la serotonina, sarà il caldo, sarà la musica, fatto 'sta che mi si sta svuotando la testa, e per certi versi è un male perchè ci sono un casino di cose in sospeso nel mio quotidiano che meriterebbero, quantomeno, una minima e malsana preoccupazione.
Stamani poi è la musica che regna...
A dire il vero ieri sera, verso le 11, tornavo a casa con gli Who beccati per caso sulla radio che suonavano "Who are you", poi stamani arrivo in pasticceria e con la mia barista preferita si parla di radio e di canzoni brutte e belle e poi partono gli Stones e cantano "Streets of love" e lei dice "Questa è bella..." e io "No, questa è bellissima..." e non è un caso se chiedo una canzone bella e mi capita...
Cioè, fa quantomeno pensare...
Poi oggi pomeriggio finalmente in ufficio ci dotiamo di stereo!
Il mio pseudocapo porta un cd e non è Zero, fortunatamente, ma sono i Dire Straits, e ora scrivo mentre Mark Knopfler è impegnato nell'assolo di "Sultans of swing".
E c'è il sole.
Ed è venerdì.
E ieri pare che ho risolto pure per il segretario, o quantomeno ho 3 o 4 alternative.
Figata...
Ma io non mollo e sto attento.
Non abbasso la guardia, non mi chino per terra, temo le inculate...
Ho sempre il vago sospetto che tutto questo sia un diversivo per qualcosa di malefico e bastardo...
Ma nel frattempo mi godo il sole...
E i Dire Straits...
cifero