lunedì, 31 marzo 2008, ore 11:13

Dopo un po' di stop, forzato o meno, il mio istinto consumistico, creato e generato da anni di sovraesposizione alla pubblicità, si è rifatto vivo...
E con questo anche i relativi sensi di colpa a posteriori...
Da qualche tempo il business delle ripetizioni è ripreso più potente che mai, anche se le mie ripetizioni sono equo-solidali, e spesso forse troppo solidali, anche se io punto sulla diminuzione del prezzo per far aumentare considerevolmente la domanda (elasticissima) e i profitti...
(ah, dolci memorie primaverili di microeconomia, esame che ho dato mentre mi crogiolavo nel tepore parmigiano della primavera inoltrata...)
Vabbè, in conclusione sono riuscito a raggranellare ben 200 euri circa, e visto che il risparmio non è il mio forte ho deciso di fare qualche acquisto di autogratificazione.
(ah, dolci memorie di analisi del comportamento del consumatore, esame che ho dato con una prof bionda e abbastanza figa... prendendo pure un votone....).
Facendo due conti ho pensato che avrei potuto comprarmi una camicia, qualche libro, qualche fumetto, un hard disk esterno, magari un paio di scarpe per sostituire le mie adidas galaxy vecchie di 3 anni...
Invece sabato mattina, col telefono scarico, inizio a pensare che dovrei cambiare quello...
Così vado sabato pomeriggio, prima delle partita, a comprarmi 'sto telefono...
L'idea era spendere al massimo 100 euro, un prodotto di fascia media...
Invece non so, forse le tette delle commessa, forse la mia spinta consumistica eccessiva, ecco che compro un tecnologicissimo nokia, che fa pure il caffè, alla modica cifra di 200 euro...
Mi viene in mente Pozzetto nel ragazzo di campagna, quando la madre gli dici "Quanto hai speso stellina mia?" e lui "Tutto".
E mentre ostento il telefono nuovo ecco che rivedo la camicia, le scarpe vecchie e la necessità di un HD esterno e penso che cacchio, come economista sono un cretino...
Il senso di colpa per la spesa sovrasta la mia gratificazione, ora ho un telefono strafighettoso e un portafoglio vuoto e le scarpe troppo vecchie...
Vabbè, interverrò sul prezzo, farò degli aumenti, non so, tanto mi sa che da qui a giugno gente che lotta per la salvezza ce ne sarà molta...
E così potrò tornare a spendere e spandere...
cifero

giovedì, 27 marzo 2008, ore 16:57

Alla fine c'è sempre il solito costume.
Questo perchè devo fare il supereroe.
Perchè si ritorna sempre nel solito punto, per uno strano caso, con la solita giacca nera e per un attimo il tempo non sembra essere passato...
Il ritorno del cavaliere oscuro...
Ancora una volta da solo contro tutto, ancora una volta davanti ad una situazione impossibile, ma non è forse quando è tutto perduto che scendono in campo gli eroi?
Avete mai visto un supereroe che arriva se c'è da spostare una macchina?
No, appunto...
C'è da salvare un mondo...
E ci provo...
E sale la paura, nonostante in testa ho ancora quel riff elettrico che mi carica (back in black), e mi rendo conto solo allora che la paura è adrenalina e che io non vedo l'ora...
Io adoro queste cose, sono fatto apposta...
Devo giocare, niente di più...
Un'altra partita, un'altra mano di carte, ancora una volta per provare a giocare il jolly...
Sempre che sia rimasto nel suo solito posto, nella manica della giacca...
cifero

mercoledì, 26 marzo 2008, ore 11:15

... e arrivo sempre ad un punto in cui parte il deja-vu.
C'è sempre, ogni volta, un istante in cui mi fermo e tutto intorno sembra una strana replica, o magari uno strano remake: solite facce, solita musica, solita canzone nel solito momento...
E in quei momenti mi sveglio un attimo dal letargo cosmico e ho una chiara visione della realtà, ma ripeto, è un attimo...
Mi ci vuole sempre poco per rituffarmi nel mio letargo, che è caldo, comodo e non crea guai, per me l'ideale.
Sono pigro e per svegliarmi ci vuole la primavera e le scosse.
Tipo prima, per farmi scrivere, è dovuta venire una leggera scossa di terremoto...
Un movimento ondulatorio che mi ha spostato il culo e la sedia e mi ha destato dal tepore dell'ufficio in questo giorno di falsa primavera...
Ma, ripeto, è stato un attimo...
Però, però, sembra che ci sia qualcosa che mi comunica di muovermi, come se dovessi per forza svegliarmi dal mio letargo e seguire vecchi e ancestrali comportamenti istintivi, di cui ignoro i motivi e le ragioni...
La gente impazzisce, inizia a fare cose strane, a parlarti di storie strane e veramente fuori dal loro ordinario come se ti stesse raccontando l'ultimo film che ha visto, e questo inizia a farmi pensare...
Perchè se ci penso, se ascolto, allora sono incappato in uno di quei rari momenti di lucidità, attimi in cui mi sveglio dal letargo e mi accorgo che sono in ritardo...
Ritardo, ritardo, ritardo...
E alla fine ci vuole anche poco per farmelo capire, bastano le parole di una rossa che misteriosamente mi conosce meglio di chiunque altro e sembra leggermi nella mente e la cosa mi turba...
E alla fine aspetto la scossa, il fulmine alla Frankestein, per risvegliarmi da questo letargo, in questa mezza primavera, sperando che arrivi il caldo, ma non troppo...


cifero

domenica, 23 marzo 2008, ore 14:10

Lo so che sembra Natale, ma dovrebbe essere Pasqua, almeno credo...
C'era un uovo di cioccolata di sotto...
Prima, ora non c'è più...
Cazzarola...
Vabbè, in ogni caso buona Pasqua a tutti...
Due giorni di tregua, poi si torna in trincea, nella quotidiana lotta tra il Bene e il Male...
Più o meno...
A salvare il mondo...
Auguri...
cifero

venerdì, 21 marzo 2008, ore 10:51

A me tocca il lavoro sporco.
Il lavoro sporco consiste nel mantenere i contatti con gli enti pubblici, in dettaglio quelli che riguardano i dipendenti, ossia INPS, INAIL e Centri per l'Impiego.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, perchè se non senti 'sta gente spesso non sai cavare un ragno da un buco, perchè per loro la legge funziona sempre in un modo astratto che te non potevi aver capito...
Quello che mi irrita di questa gente è la voglia di lavorare...
E ve lo giuro, che se una cosa mi irrita allora deve essere proprio odiosa!
Arriva ad un cliente un avviso dell'INPS, incomprensibile perchè scritto con un italiano che più scarno non si può, e pure contorto, incomprensibile anche dal punto di vista numerico, con sigle e riferimenti a numeri che non si ritrovano in chili di documenti.
L'avviso dice che gli sportelli INPS e gli operatori sono pronti a dare qualsiasi spiegazione anche telefonicamente, e mi lasciano pure i numeri, ben due operatori, da contattare.
Ieri mattina inizio il travaglio delle telefonate.
Dalle 9 all'una riesco a parlare solo con il centralino, dove una donnetta ad un certo punto mi dice un generico "Saranno tutti impegnati..."
Nel pomeriggio chiamo e una simpatica vocina mi dice che sono chiusi il pomeriggio.
Wow...
Allora richiamo stamani e alla quinta telefonata becco una centralinista intelligente a cui do i nomi dei due operatori che cercavo.
Mi dice che entrambi non ci sono, sono in ferie.
"E ieri?"
Ieri erano in ferie.
"E mercoledì?"
Mercoledì era il patrono ed erano naturalmente chiusi.
Mi invita a riprovare mercoledì, perchè martedì sono in ferie.
Wow...
Questa telenovela si ripete ogni mese.
C'è gente che si fa una settimana di ferie al mese.
Il resto del tempo lavora...
Per modo di dire...
Non è un luogo comune, però, viene davvero da pensare poveri statali!
Arroganti nei modi, trattano la gente come se andassero a rompergli i coglioni...
Non rispondono al telefono, non sanno mai niente degli atti che riportano il loro nome...
Ma il top del top è quando ti dicono "eh, di questa cosa se ne occupa il mio collega, che però ora è in ferie...".
Ma cazzo, quello che sa qualcosa quindi non c'è mai?
Boh...
cifero

giovedì, 20 marzo 2008, ore 11:55

Leggo sul giornale, qualche giorno fa che le persone si comportano come le pecore: in mezzo ad una folla camminano seguendo due massimo tre individui che sembrano sapere dove andare, anche se forse non è così, e la folla li segue.
E loro fanno magari parte di un'altra folla che segue altri individui.
E via così.
Quello che penso è che la teoria delle pecore funziona praticamente sempre e non solo quando si cammina.
Io ne sono vittima per molti versi, ma lo siamo tutti, anche quelli che scuotono la testa e dicono "No, io no!", no anche voi ci siete...
Prendiamo la moda per esempio, e non parlo necessariamente di Armani o robe varie.
Prendete le scarpe.
Uno un giorno si sveglia e si mette un paio di Nike Silver e un altro se le compra e gira insieme a questo tizio.
La folla, o meglio, il gregge vede due individui con le Nike Silver e decide che è il caso di comprarle perchè se ce le hanno loro allora va bene.
E via di conseguenza.
Quando mi hanno chiesto perchè mi mi sono comprato la camicia a righe col colletto bianco ho detto "Perchè ce l'hanno tutti..."
Chiaro atteggiamento da pecora.
Ora, la cosa si può estremizzare...
Per esempio, si va nel solito locale perchè ci vanno tutti, al contrario non si va in un altro perchè non ci va nessuno...
Si guarda un certo film perchè tutti l'hanno visto, si legge un certo libro perchè lo leggono tutti...
Addirittura l'altro giorno una ragazza mi ha detto che si compra la casa e si sposa perchè ormai alla nostra età lo fanno tutti....
Credo che questa teoria delle pecore sia da prendere con le pinze...
E' vero, non ne siamo immuni, ma almeno limitiamola.
Alle camice, alle scarpe, ai locali...
Più di quello diventa veramente conformismo...
Qualsiasi cosa voglia dire...
cifero

mercoledì, 19 marzo 2008, ore 16:19

Ho troppo da fare 'sti giorni...
Vabbè...
Domenica, e questo denota già il ritardo, sono andato a vedere il film premio oscar di quest'anno, che con ben 4 statuette (miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura non originale) mi pareva dover essere un capolavoro.
E forse magari lo è, ma non per me, che forse non l'ho proprio capito.
I Cohen io non li conoscevo, non ho mai visto nessun altro loro film, forse deve essere per questo, come se uno che non ha mai visto Tarantino si mette a vedere Kill Bill...
Veniamo ai fatti.
L'oscar per miglior regia effettivamente ci sta.
Il film ci trasporta in un Texas selvaggio, un ambiente da film western, luminoso e accecante, piani lunghi che ci riportano ai film di Sergio Leone, e i rumori di fondo del deserto che amplificano il vuoto del posto.
La scelta di non utilizzare colonne sonore forse enfatizza proprio questa regia nuda e cruda, fatta di tempi lentissimi che si alternano a momenti di pura adrenalina, per esempio lo scontro a fuoco tra i due protagonisti.
La storia decisamente non l'ho capita.
Il primo tempo il film è lento, ma godibile, con parecchi spunti per un secondo tempo interessante e un finale da brivido.
Il secondo tempo invece delude e non chiude niente.
I dialoghi si fanno lentissimi e spesso incomprensibili, vedi per esempio il dialogo finale con cui Tommy Lee Jones chiude a sorpresa il film, vedi l'unico dialogo lungo che fa Javier Bardem, che per tutto il resto del film non fa che sparare a casaccio e tenere gli occhi sbarrati, parlando a monosillabi...
Io come miglior attore non protagonista non ce lo vedo proprio...
Ma la grave pecca del film, secondo me, sta proprio nel fatto che si riduce a niente, non chiarisce la trama, non chiarisce la fine dei personaggi (a parte uno...), non chiarisce la fine della valigetta e dei due milioni di dollari e alla fine non chiarisce nemmeno il perchè di tutto il film.
Anche la tanto decantata ambientazione anni '80 risulta difficile da capire per i non addetti ai lavori, cosa che invece riusciva parecchio bene in Deathproof, dove i richiami anni '70 erano palesi, nonostante il film fosse ambientato ai giorni nostri.
In definitiva do un 5 a questo film, ma siete liberi di dirmi che sono un cretino e che non l'ho capito.
Per me non vale niente di che.
cifero

lunedì, 17 marzo 2008, ore 15:37

Visto che i miei numeri sono parecchi, mi piaceva segnarli un po' su questo post, giusto per provare a vedere cosa salta fuori...
Tutto in rigoroso ordine casuale...

6: il giorno di febbraio in cui sono nato.
26: gli anni mentre scrivo questo post.
175: i centimetri tra la mia testa e il pavimento.
60: il peso che mi porto addosso in chili.
42: il numero di scarpe.
46: la taglia.
635: i numeri della targa della mia vecchia macchina.
201: i numeri della targa della mia nuova macchina.
100: il mio voto alla maturità.
110: quello alla laurea, senza lode.
30: i colloqui di lavoro che ho fatto in circa 3 anni e mezzo.
5: i concorsi in banca che ho fatto nella mia vita.
18: il mio numero civico.
17: il numero che avevo sul registro in classe e che mi ha sempre portato bene...
576,13: il saldo sul mio conto postale.
20: gli euro che faccio sempre di benzina, in qualsiasi stato sia il serbatoio...
666: il ricorrente numero diabolico che mi perseguita (ce l'ho anche sulla carta di identità...)
3: paia di occhiali da vista che ho cambiato in 7 anni da miope...
160: la velocità massima che ho fatto in autostrada.
2500: circa, la stima dei film che ho visto...
800: circa, il numero di fumetti che ho in camera.
29,5: i denti che mi restano in bocca, il mezzo è perchè me lo sono spezzato... Chi sa la storia starà ridendo...
2000: gli euri guadagnati in quasi tre anni...
132.000: i chilometri che aveva la Panda quando l'ho venduta...
4: il numero medio di caffè che prendo al giorno.
1: le fratture che mi sono causato (questa è collegata ai denti...)
un numero esageratamente grande: le donne con cui ci ho provato...
un numero esageratamente piccolo: le donne che ci sono state...


cifero

venerdì, 14 marzo 2008, ore 10:18

Manca giusto un mese alla fine della pratica, e poi?
Qualche mese fa avevo postato sull'argomento, pensando che dopo il 16 aprile sarei stato un omino libero...
Invece i fatti degli ultimi giorni e delle ultime settimane sembrano non dare questa risposta.
Con lo studio nuovo, quello che doveva essere il dopo pratica, ci siamo scaricati a vicenda: io non andavo bene a loro alla fine e loro a me.
Questo perchè, tutto sommato, non avevamo parlato chiaramente al momento in cui ci eravamo sentiti la prima volta...
Io ho esperienza sul piano delle contabilità e dei bilanci, a loro serviva uno che facesse solo le dichiarazioni personali; io volevo un posto tranquillo senza carichi di lavoro di 10 ore al giorno e loro invece ne avevano bisogno...
Così, ora, sono qua che non so cosa ci sarà dopo il 16 aprile.
Con tutta probabilità resterò qua, in attesa di fare l'esame a novembre, anche perchè a casa impazzirei e qui ho tutti i testi che mi servono per studiare...
Questo perchè non ho alternative diverse...
Non che mi piaccia come soluzione, ma è la più logica e quella che comunque mi garantisce, in un futuro prossimo, una specie di occupazione: dottore commercialista abilitato che collabora con uno studio già avviato...
Non suona male come prospettiva, ma a livello finanziario sa di precarietà continua...
Mi rendo conto che negli ultimi tempi parlo solo di lavoro.
Ho riletto i vari post e sono tutti monotematici, ma è una preoccupazione enorme per me, soprattutto quando inizi a vedere la gente in giro che ti fa domande sempre più insistenti su quello che farai, su come campi, sul motivo per cui ti sei laureato se tanto fai la fame...
Devo almeno ringraziare le entità supreme che a casa mi sopportano e non mi creano ulteriori problemi su queste vicende...
Certo, ammetto, che sono un bel po' scoraggiato per questa situazione, perchè sinceramente speravo di andarmene da qua, ma le cose hanno girato male ultimamente, in molti frangenti diversi, in molte opportunità lavorative che o non erano funzionali o se lo erano ed erano pure interessanti non hanno proprio funzionato...
E lo scoraggiamento, unito alla mia nuova povertà economica (ma non di spirito, se non altro non sono mai stato così ironico...) mi stanno limitando un po' nella vita sociale, nel senso che devo limitare le uscite, le cene, quasi abolire le serate danzerine, i vestiti fighi, i lavaggi della macchina...
Ieri, poi, mio cugino, mi ha detto che se ne va a lavorare ad Isernia (con tutto il lavoro che c'è al Nord lui da qua se ne va giù, boh...) e mi ha detto che tanto l'unico modo per fare qualcosa è la fuga, e io inizio a crederci e a ripensare al fatto che forse, alla fine, la rinuncia di San Miniato dell'anno scorso è stata una cazzatona immotivata, alla luce di ciò...
E così mi avvio nel mio ultimo mese da praticante, nell'attesa di capire cosa sarò dopo...

cifero

giovedì, 13 marzo 2008, ore 18:00

Durante un dibattito ieri sera su Raidue (mi pare fosse durante Punto di Vista, io non l'ho visto ma l'ho letto da qualche parte...) il Silvione nostro nazionale ha ricevuto una domanda da una giovane precaria.
Costei gli ha chiesto come può un giovane precario sposarsi, crearsi una famiglia, pagarsi un mutuo.
Silvione, da simpatico umorista che è, gli ha risposto testuali parole: "
Io, da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere" (se poi mentre leggete fate il suo sorriso e la sua vocina viene anche più bella).
Ora, posto il fatto che io sono un giovane precario maschio, posso trombarmi sua figlia allora? No, perchè allora riuscirei a beccare due piccioni con 'sta fava (e mai gioco di parole fu più calzante...)
Ne approfitto per ricordare che corre oggi il ventennale della morte di John Holmes...
Questo sempre perchè stiamo parlando di fave...
E di Berlusconi...
cifero
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : cazzate, politichiamo