mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 17:43

In questo periodo di grandi ed enormi cambiamenti nel mondo che mi circonda (teoria egocentrica dell'universo che gira intorno a me come la terra col sole) poche sono le certezze assolute.
In un mondo in cui la gente che vedo mi parla di contratti a tempo indeterminato, di prestigio e lavori che mettono stabilità io mi sento invece molto precario e molto instabile.
In un mondo in cui la gente si incontra, si fidanza, si sposa e mette su famiglia, fanno matrimoni faraonici e io ci vado coi jeans e la cravatta trendy, in un mondo in cui si parla di case e di arredamento, io corro a ripararmi tra le mura della mia cameraccia piena di fumetti e altre attrazioni immature.
In un mondo instabile, dove la gente si lascia e si lagna, dove si organizzano pedinamenti e si recriminano e si rinfacciano le storie passate, io sono uno spettatore che entra al cinema in ritardo e non capisce niente.
In un mondo di futuri programmati e certezze precotte da scaldare al microonde, io non so cosa farò dopo il 16 aprile, a parte qualche proposta incerta che mi lascia ancora fluttuare nel vuoto...
A parte tutto questo, ho una grande certezza assoluta: il mio potere assoluto.
Vi spiego: oggi dovevo consegnare a Spezia verso le 4 il mio libretto all'Ordine.
Parcheggio inesistente in tutta la zona di piazzale Kennedy, allora scattano le quattro frecce selvagge.
Lascio la macchina in pieno divieto di sosta, dall'altra parte della piazza vedo spuntare due ausiliari armati di taccuino.
Corro verso l'ufficio dell'ordine, ascensore occupato, corro per le scale, arrivo e lascio il libretto, corro giù, salto sulla macchina e parto e gli ausiliari multano tre macchine più giù della mia...
Fate quello che volete, voi gente normale: io sono un super eroe dai poteri assoluti!
(e ora scappo dall'ambulanza che mi vuol riportare in psichiatria....)
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lunedì, 28 gennaio 2008, ore 15:52

E' lunedì, ma stranamente non mi sveglio in stato cadaverico.
Mi alzo e tutto è tranquillo, c'è anche il sole dietro la nebbia ma non è così freddo.
Al bar il caffè è più buono del solito.
In ufficio io e il mio pseudo-capo discutiamo di errori arbitrali in campionato e siccome non c'è niente da fare leggiamo a turno la Gazzetta e il Sole, scambiando commenti.
Esco e il sole è caldo e si sta bene, arrivo in posta e la coda si apre davanti a me come le acque del Mar Rosso di fronte a Mosè, e faccio tutto nel minor tempo possibile...
Torno qua e non c'è niente da fare e mi rilasso...
Allora cosa c'è che non va?
L'ufficio di fianco al mio.
C'era l'ACI, ma si sono trasferiti e non hanno messo cartelli.
Da stamattina c'è la processione di persone che vengono per pagare il bollo e suonano da me e mi chiedono "Dov'è l'ACI?" e io do indicazioni.
Alla quinta persona in mezz'ora ho fatto un cartello con scritto che si sono trasferiti e "Non chiedere all'ufficio di fianco. Grazie."
Ma è inutile.
Vengono gli operai per risistemare questo ufficio e da tutto il giorno sento solo trapano, mazza, martello pneumatico, colpi vari, un casino del diavolo, e il vecchietto del piano di sotto che arriva e sbraita, e i manovali sbraitano in rumeno, e il capo bestemmia in italiano e qua, insomma, c'è casino...
Tranquillo lunedì, vero?
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venerdì, 25 gennaio 2008, ore 11:47

Mi viene in mente che tra poco è il mio compleanno e non so cosa fare...
Non è che non voglio festeggiare o menate varie, è che non ho voglia di organizzare tutto!
A dire il vero mi ci potrei anche mettere, provare a fare elenchi di gente, a sentire gli invitati, a decidere se fare una classica pizza o qualche serata danzerina, ma non ne ho voglia!
Per prima cosa devo fare una lista evitando di metterci dentro 150 persone, il che è un guaio...
Non riesco a tagliare fuori della gente, non mi va e non potrei proprio...
E' il guaio di conoscere troppe persone, te ne scordi anche solo una ed ecco che fai il danno...
Poi devo sentire tutti due volte, una per l'invito, l'altra per la conferma...
E poi perderei la lista, sicuramente e dovrei rifarla...
Infine, il dilemma di scelta tra pizza o disco mi dilania, e non non so cosa fare...
Nel caso della pizzeria devo prenotare, e non so mai il numero di persone e dovrei anche portare il dolce, e quindi ordinare pure quello....
No, troppe cose da organizzare...
Non ci riesco, sono pigro...
Eppure mi devo inventare qualcosa...
Boh, ci penso domani...
Tanto c'è tempo...
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mercoledì, 23 gennaio 2008, ore 15:58

Ultimamente il mio sfasamento temporale è peggiorato.
Cioè, mi risveglio per un attimo e non so se è mattina o pomeriggio o forse sera, e non capisco bene che giorno e che anno sia...
Rispondo al telefono e dico "buongiorno" alle cinque del pomeriggio e di là mi rispondono "buonasera" con una certa arroganza che puntualizza e io allora saluto dicendo ancora "buongiorno".
Buongiorno, buonasera, quello che è, l'importante non è salutare?
Il fatto è che è la routine che mi fa perdere il conto del tempo...
Le giornate di ufficio sono la copia di una copia di una copia.
Mi sono perso l'originale secoli fa, deduco, e tutto il resto è come se fosse un modulo prestampato da riempire, scrivendo in stampatello negli spazi vuoti.
La gente intorno ormai sembrano figuranti di scena, personaggi che passano e fanno quello che devono fare a orari prestabiliti, seguendo un algoritmo vitale da computer, un po' come in un video game.
Il vecchietto del piano di sopra che mi saluta mentre io apro la porta dell'ufficio, l'edicolante che ogni mattina parla di calcio e sbuffa, l'omino che porta a spasso il cagnolone gigante che piscia ogni giorno sul solito palo della luce.
E' tutto un set alla "Truman Show", con attori preposti unicamente a recitare la loro routine per creare la mia storia...
Mi rendo conto che può essere egocentrico pensare a questo (io egocentrico, io? IO mai! io non sono per niente ego..coso, lì...) ma mi sembra così...
Saranno le botte in testa prese da piccolo alle elementari quando ci schiantavamo per terra giocando a pallone con la carta della focaccia, o qualcosa altro, magari l'estathè, o secoli di esposizione alla tv, ma questa routine quotidiana è veramente alienante...
E mi crea drammi psichici nel momento in cui penso che io potrei essere parte della routine del vecchietto del piano di sopra, dell'edicolante, e persino del cane!
E allora io cerco di non assecondare tutto ciò, di vivere nelle giornate fotocopiate mantenendo un po' di lucidità e scappando dalla routine, dai doveri, dalle responsabilità e altro come Frodo che scappa dall'occhio di Sauron...
L'importante è far finta di non esser consapevoli di essere inglobati nella routine e nel film alla Truman Show.
Sorridere alle telecamere e fare finta di niente.
Se la routine è una cosa inevitabile e testimonia che sto crescendo (e invecchiando!) allora è un altro punto su cui fare resistenza...
Arriveranno maturità e responsabilità, ma non mi prenderanno mai!

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lunedì, 21 gennaio 2008, ore 18:26

Ma quando arriva la primavera?
O almeno solo il sole...
Questo tempo mi mette tristezza, e non lo dico solo io, anche il mio dottore l'ha detto, lui, sì, quello che mi dice che sono ipocondriaco e che ogni volta che vado e lamento un dolorino mi dice "Magna, beva e tromba".
Sotto questo cielo grigio topo io mi muovo a velocità bradipo, a parte quando sono in macchina e allora divento Stuntman Mike, cercando di evitare gli autovelox che quaggiù crescono come funghi...
Il guaio è che questo mondo va troppo veloce e io sono troppo assonato e assuefatto alla caffeina e non mi fa più niente!
Venerdì ho passato quaranta minuti a parlare con una mia ex compagna di classe, discutendo di tipi che si sistemano, si sposano, crescono, maturano e pensano a case, metri quadrati, affitti, mutui, bollette...
E io che penso a fumetti, benzina, topa, felpe della Napapijiri, topa, il gatto, la topa, e poi... ho già detto la topa?
E poi la processione dei parenti che viene a trovare mio nonno e che mi dicono, turbati, che ho ventisei anni e come mai non ho ancora una morosa? E come mai non lavoro?
E allora io devo spiegargli che le morose costano, e non ho lavoro per mantenerle e che le donne tendono a rompere i coglioni con l'età, meglio noleggiarle, credo, magari prenderne una in due o in tre che si risparmia, magari russa, bionda e con le tettone, chessò...
E poi la serata a disquisire della mia opera con la Rossa che, cacchiarola, è sempre la Rossa, a dispetto del tempo passato e bisogna che mi tengo a freno, molto a freno per evitare di ricominciare la trafila generale vista qualche tempo fa...
Il fatto è che il tempo di guerra e carestia ci riporta sempre lì, d'altra parte bisognerà pur sfogarsi no?
Mi sembra sempre di più di far lo slalom tra i cretini, è come se la gente improvvisamente volesse per forza svegliarmi, cambiarmi, migliorarmi, sistemarmi e tutto resto senza pensare a loro...
Oddio, tutto questo mi inquieta, e mi spaurisce e allora mi sa stasera che mi chiudo in camera a giocare per ora al PC a leggere qualche fumettone e domattina sono pronto per tornare sul campo di battaglia, a fare colazione dalla mia barista tettona e a dirle che paste così non ne ho mai viste in vita mia...
Eh, che fatica essere me...
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venerdì, 18 gennaio 2008, ore 17:59

Mi dicono: "Scegli una canzone il cui testo ti rappresenta..."
Penso per giorni, poi oggi la ascolto alla radio. Traducetevi il testo, ma sono io!


Do you have the time
to listen to me whine
About nothing and everything
all at once
I am one of those
Melodramatic fools
Neurotic to the bone
No doubt about it

Sometimes I give myself the creeps
Sometimes my mind plays tricks on me
It all keeps adding up
I think I'm cracking up
Am I just paranoid?
Or I'm just stoned

I went to a shrink
To analyze my dreams
She says it's lack of sex
that's bringing me down
I went to a whore
He said my life's a bore
So quit my whining cause
it's bringing her down

Sometimes I give myself the creeps
Sometimes my mind plays tricks on me
It all keeps adding up
I think I'm cracking up
Am I just paranoid?
Uh, yuh, yuh, ya

Grasping to control
So I better hold on

Sometimes I give myself the creeps
Sometimes my mind plays tricks on me
It all keeps adding up
I think I'm cracking up
Am I just paranoid?
Or I'm just stoned
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giovedì, 17 gennaio 2008, ore 12:01

Ieri pomeriggio ho dovuto portare mia mamma a Spezia sotto un diluvio epocale.
E chiaramente non poteva certo essere un normale e tranquillo pomeriggio uggioso...
A parte la visibilità azzerata sul raccordo autostradale, arrivo a Spezia e per prima cosa corro all'Ordine a ritirare il mio libretto, che staziona lì da tempo immemore.
Nel tragitto Ordine-macchina scendono giù secchiate d'acqua e io sono completamente zuppo.
La seconda tappa della missione è la più complicata: raggiungere il posto in centro, in zona pedonale, dopo aver parcheggiato abbastanza lontano.
Lascio la macchina vicino alla Capitaneria, e il vento che arriva dal mare mi bagna ancora per la seconda volta.
Affido a mia mamma il mio ombrello preferito, quello che non ho mai perso, non ho mai rotto, che ho dai tempi dell'Università.
Camminiamo sotto il diluvio universale, lotto per non prendere ombrelli nell'occhio e finalmente arriviamo a destinazione, io peso sei chili di più per l'acqua, ma fa niente.
Mi asciugo mentre mia mamma sbriga le sue faccende, ma quando esco e torno in strada è di nuovo il diluvio universale.
Cammino ancora e dalla pioggia scorgo un miraggio: una fumetteria!
Entro dentro, posto grande e... vuoto!
C'era la metà delle cose che ha il mio fumettaro di fiducia, anche meno, cerco e ricerco ma alla fine trovo solo Full Metal Alchemist nuovo, pago e il tizio manco mi da il sacchetto, mi infilo il fumetto sotto il giubbotto e esco.
Il ritorno verso la macchina è a nuoto, praticamente, poi ad un certo punto mi arriva la classica lavata a causa delle macchine che passano nella pozza enorme vicino al marciapiedi.
Arriviamo alla macchina e il vento è fortissimo, il mio ombrello schifoso resiste, ma quello che ho dato a mia mamma cede: si apre al contrario e il glorioso Perletti scozzese che non ho mai perso muore a Spezia.
In un momento drammatico mi cade il fumetto dal giubbotto, lo raccolgo velocemente, ma è bagnato, getto l'ombrello e lo abbandono triste, salgo in macchina e penso che è giunto il momento della vendetta.
Come uno squalo passo nelle pozze e lavo la gente alla fermata dell'autobus, e allora sento che il karma è riequilibrato, svicolo fuori dall'odiosa città e punto dritto verso Bigliolo.
Arrivato a casa finalmente non piove più... Grazie!
Metto il fumetto vicino alla stufa, i danni sono lievi, meno male, lo presso sotto due dizionari e stamani ho visto che si è salvato con solo una piccola escoriazione...
Ma per l'ombrello non c'è stato niente da fare...
Stamattina, sotto il sole, qualcuno l'avrà buttato via.
Addio, mio ombrello scozzese!
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martedì, 15 gennaio 2008, ore 11:25

Ieri sera ho visto le tre puntate di Lost sparate dai Raidue... Che sonno!
Questo telefilm ormai sta diventando una noia mortale, e poi anzichè risolversi o chiudere vecchi enigmi per riaprire quelli nuovi, continua a portarsi avanti storie e sottotrame vecchie e apre quelle nuove, in un casino complessivo che risulta pesante da seguire.
Nelle tre puntate di ieri sera praticamente non succede niente di rilevante, o meglio, succede quello che dovrebbe succedere al massimo in cinquanta minuti. Invece nel triplo del tempo la maggior parte delle cose si perdono negli ormai inutili flashback che sono sempre più temporalmente sfasati...
Che palle! Rimpiango di non essere stato a rompermi i neuroni con Gothic 3!
Lost sta scadendo alla grande perchè sta tirando tutto troppo alla lunga...
E non chiude le trame stagionali, quelle che invece portano avanti i vari telefilm che imperano in questi tempi, vedi il superbo Prison Break, un capolavoro, ma anche le Desperate Housewives, una serie che è decisamente più leggera ma allo stesso modo avvicente...
Spero che sul finire questa terza stagione migliori, o smetterò di seguire 'sta lagna di telefilm, privandomi dell'onore di capire che cazzo è il progetto Dharma...
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lunedì, 14 gennaio 2008, ore 18:00

Oggi pomeriggio arrivo in ufficio e mi accorgo di essere senza chiavi.
Le ho lasciate a casa.
Wow.
Ho dovuto aspettare che arrivasse qualcuno, e sentirmi anche le prese in giro del mio pseudo capo.
L'altro giorno sono rimasto quasi chiuso fuori casa, ci ho messo mezz'ora a ritrovare la chiave per le emergenze nascosta nei meandri dietro casa mia.
Devo imparare a forzare le serrature, mi sa, perchè non sarò sempre così fortunato...
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giovedì, 10 gennaio 2008, ore 16:21

Ok, il titolo del post l'ho fregato ad un volume di storie di Hellblazer, che tra l'altro non ho letto, ma suonava troppo bene per quello che vado a scrivere che dovevo utilizzarlo...
Il fatto che io sia tornato a scrivere non è un mistero, ormai...
Certo, una rondine non fa primavera, siamo d'accordo, ma dopo anni e anni riesco a scrivere qualcosa di relativamente lungo, qualcosa che mi diverte e non mi pesa e qualcosa da presentare ai miei "lettori".
Riuscivo a scrivere qualche paginetta di storia breve, qualche sceneggiatura e qualche soggetto, ma le cose un po' più articolate non le finivo mai...
Credo che aver finito questa abbia fatto saltare il blocco che avevo dentro da un po'.
Ok, a dire il vero per ora questa storiella l'ha letta solo una mia amica (a cui vanno ancora i miei ringraziamenti, grazie Silvietta!), che però essendo correttrice di bozze e appassionata lettrice mi ha saputo dare un parere da esperto...
E la cosa che mi stupisce è che quanto ho scritto non sia risultato una minchiatona, come temevo...
Ora vorrei aumentare un po' i lettori, distribuire un po' sta cosa per vedere l'effetto che fa...
Nel frattempo continuo a pensare, scribacchiare e buttare giù idee...
Riesco ad avere tremila idee in questo periodo, sarà che raccontare storie mi piace e che trovo una semplicità incredibile a collegare gli stimoli che mi vengono dal mondo alle miei intuizioni sfasate.
In realtà, a come la vedo io, raccontare storie e scriverle non è difficile: basta sapere leggere quanto ci succede intorno, basta sapere trovare il nesso tra le cose apparentemente più distanti e poi provare a costruirci sopra.
Non so se questo mio passatempo crescerà ulteriormente, ma forse non mi interessa neanche...
Quello che mi diverte ora è costruire mondi, personaggi, situazioni e poi sentirmi artefice del destino di questa gente, sballottarla e incasinarla, farla ridere o dannare  per poter raccontare una storia.
Fare lo scrittore è una cosa che ti da un potere enorme: per certi versi per i tuoi personaggi tu sei Dio, sai tutto di loro, sai da dove arrivano e quando inizi a parlarne, sai già dove finiranno.
La cosa bella è inventarsi cosa c'è nel mezzo, dare vita a questi pensieri, tirarli fuori magari da questa realtà e trasformarli in eroi per qualche pagina...
La scrittura è terapeutica, credetemi, stimola la testa e non ci fa addormentare nella routine quotidiana...
E' una sana droga, dal cui tunnel ero momentaneamente uscito, e da cui ora spero di non disintossicarmi più.
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