lunedì, 31 dicembre 2007, ore 13:52

Eccoci qua sul confine di un nuovo anno, a pensare un po' a quelle tremila cose successe in questi dodici mesi, a fare un po' i conti, a fare i preventivi e i consuntivi, tanto per non perdere il vizio di fare il commercialista...
Il fatto è che sempre, in questo giorno, si arriva ad un momento in cui ci facciamo quella domanda, ovvero "Com'è andato quest'anno?" e la cosa brutta è che ci ricordiamo solo delle cose che non ci sono piaciute e ci scordiamo rapidamente delle cose che invece bisognerebbe ricordare...
A conti fatti non bisognerebbe mai fare dei conti al 31 dicembre, bisognerebbe farli più in là, magari in primavera, come fanno coi bilanci veri, perchè le cose non finiscono mai il 31 dicembre e molte scelte, molte conseguenze dell'anno che sta finendo non sono ancora chiare ora...
Quello che voglio dire è che è troppo facile dire se l'anno in questione ci è piaciuto o meno senza sapere cosa volevamo, cosa ci aspettavamo e cosa siamo riusciti ad ottenere, facendo il conto della differenza...
I buoni propositi, quelli sì che bisognerebbe guardarli, vedere quanti ne abbiamo rispettati, quanti no, e fare il conto di quanto alla fine non abbiamo fatto o di quello che abbiamo fatto meglio del previsto...
Alla fine, in qualsiasi modo sia stato il 2007 c'è poco da fare: addormentarsi sugli allori o disperarsi delle sconfitte è ugualmente inutile, perchè da domani, così dicono, si riparte da zero e si ricomincia a lavorare per poter arrivare ai nostri obiettivi e cercare di tirar fuori il meglio dell'anno a venire...
Certo, io in quest'anno ho fatto una grossa scelta di vita, che a volte mi pare giusta, altre sbagliate, e credo che il grosso evento dell'anno siano stati proprio quei cinque  giorni di San Miniato e tutto quello che c'è stato e che c'è tuttora attorno...
Ma non recrimino sulla decisione, ormai presa e non cancellabile...
L'unica cosa da tenere presente per l'anno che verrà è la capacità di trovare quel coraggio che forse quest'anno, e spesso, è mancato, per fare quel passo che cambia tutto, perchè ci sono i numeri, le possibilità e manca solo il coraggio...
E se serve magari sarà il caso di trovarlo con un paio di cuba libre, o non so, ma ad ogni modo è quello che voglio cercare...
Una sorta di Mago di Oz, io il leone fifone che cerca il coraggio, e mi mancano ancora Dorothy, l'uomo di latta e lo spaventapasseri per iniziare il viaggio...
Mi porterò dietro comunque tutto quello che ho imparato di nuovo in quest'anno, cercherò di fare meglio o magari meno peggio, questo bisogna vederlo...
Cambiamenti enormi in vista ce ne saranno, sicuramente, a partire dalla fine della pratica ad aprile, e altre storie che andranno avanti e che andranno affrontate...
Coraggio, l'unica e sola cosa...
Sul finire di quest'anno non so proprio cos'altro dire...
Fare gli auguri mi sembra banale o scontato e allora vado di citazione, scomodando Churchill e chiudendo il 2007 così...

"Il successo non è definitivo, così come la sconfitta non è fatale. Quello che conta è il coraggio di andare avanti."

E speriamo che il coraggio arrivi per tutti in questo 2008.

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martedì, 25 dicembre 2007, ore 14:00

Dopo aver terminato il pranzone di Natale, ecco che arrivo a farvi gli auguri, semplici semplici, senza fronzoli vari...
Buon Natale a tutti i miei lettori e anche a chi non mi legge, anche se a quelli spero che Babbo Natale non abbia portato niente!
Auguri dal vostro Cifero!
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venerdì, 21 dicembre 2007, ore 16:29

Vi prego di perdonarmi se non ho supporto grafico sul post che vado a fare, ma provate ad immaginarvi alcune delle stranezze che ho notato in questi giorni e che vi vado ad elencare.
1) Inflazione forzata
Allora, c'è un omino con un furgone che vende terrecotte e vasi e altre robe da giardino. Gira nella mia zona da quest'estate e forse l'avrete visto se girate tra Aulla, Sarzana e Spezia. Questo tizio ha i prezzi fissi: un telone sopra il furgone dice "10 euro piccoli, 15 euro grandi". L'altro giorno ho rivisto il furgone e ha sempre il solito telo, solo che ha cancellato la scritta nera con una rossa che dice "12 euro piccoli, 18 grandi". Aumento incontrollato dei prezzi? O solo inflazione natalizia?
2) I cappelli luminosi
La gente ovunque ha questi cappelli da Babbo Natale con le lucine che lampeggiano, ce li ho pure io. Ho provato anche a mettermelo e ad andarci in giro, ma avevo l'impressione che mi fissassero tutti e me lo sono tolto. Ce l'hanno nei bar, nei negozi, l'ho visto anche all'autista del pulmino delle elementari, quello che mi chiedo è se siano obbligati a portarli oppure è una scelta consapevole? E non provocano danni le pile vicino alla testa? Boh...
3) I regali dei clienti
I clienti qua in ufficio portano regali ai miei pseudo-capi, pacconi enormi e biglietti sgargianti... Ma perchè a me niente? Manco quelli? Almeno mi facessero gli auguri... Mah..
4) I regali dei negozianti
C'è questa moda che i negozianti di fiducia ti facciano il regalino natalizio... Gadget più pubblicitari che altro, ultra made in China, cazzate varie che si mescolano a tutte le altre... Il farmacista mi ha regalato un portapillole, ma cosa ci devo mettere dentro io? Gli Smarties? Le caramelle Ricola? E lo stappa bottiglie che mi ha dato il panettiere che nesso ha col pane? Mah, rimpiango quando il vecchio omino del distributore (pace all'anima sua!) mi dava pandoro o panettone, a scelta mia... Quelli erano tempi!
5) Gli imbranati al volante
Non ne capisco il motivo, ma in questi giorni, forse perchè devono fare i regali pure loro, non so, sembra che gli imbecilli alla guida siano aumentati del 200%! C'è più gente imbranata ora che durante tutto l'anno, uno oggi pomeriggio ha fatto circa dieci chilometri davanti a me con le quattro frecce accese, viaggiando a 50 all'ora in mezzo alla strada, dove il limite era 90, e anche volendolo sorpassare sembrava non volere dare spazio... Per non parlare di quelli che si dilettano nei parcheggi artistici, ho visto macchine parcheggiate a pettine nei parcheggi verticali, e macchine parcheggiate verticali in mezzo alla strada, coi vigili che guardavano se pioveva o meno...
6) I Babbi Natale da esterno
Questa è una piaga... Passino quelli appiccicati ai terrazzi, o sotto le finestre, o altro, ma purchè siano messi in modo da sembrare reali! Ne ho visti diversi che sembrano impiccati al terrazzo, una cosa anche abbastanza macabra, penzolano come condannati a morte da film western... Altri invece sono spiaccicati sul muro, come se li avessero lanciati con la catapulta, alcuni invece sono mezzi svestiti, ma il migliore è il Babbo Natale legato in mezzo ad una fila di lampadine che a causa del vento ha le spalle verso la casa e guarda la strada. Sembra invocare aiuto, come dargli torto?
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giovedì, 20 dicembre 2007, ore 17:38

La tecnologia si rivolta contro di te quando ti serve.
Questa teoria è più che valida e dimostrabile empiricamente, anche con il mio pomeriggio di oggi...
Rimasto da solo a vegliare sull'ufficio, ho messo da parte le ultime scartoffie prenatalizie, che sbrigherò domani, per stampare la mia ultima produzione (eh già, sono tornato a scrivere e più a che altro a finire quello che scrivo, ma di questo ne riparliamo..), ma ecco l'inculata.
La stampante seria, quella che funge anche da fotocopiatrice non va...
Non c'è verso di farla partire, mi guarda e non fa niente, che palle!
Allora ho ripiegato su quella scabeccia, sperando che almeno quella funzionasse un po'...
E invece ecco che prima prende seimila fogli quando stampo il retro, con combinazioni di pagine impossibile, tipo 13 e 4 robe del genere, poi dopo si inchioda del tutto... E penso che quando tornerà a funzionare sparerà fuori pagine e pagine del mio manoscritto...
Mah, e io che volevo solo scroccare due stampe...
Ora mi toccherà farlo a casa...
Che palle la tecnologia antiquata da ufficio...
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 11:38

Realizzo ora, dopo una mattina di sbadigli e senza voglia di fare qualcosa, che manca una settimana giusta al Natale...
Io devo essere già in clima di festa, col cd natalizio in macchina e il cappello lampeggiante che mi porto dietro ma che non ho avuto ancora il coraggio di mettermi in pubblico...
Più che altro è il fatto che questo Natale comporta troppi impegni...
Quando eravamo bambini (fisicamente, non mentalmente), e parlo di scuole elementari, per cui credo nel Giurassico o giù di lì, non avevamo tutte queste menate varie di adesso, imparavamo le poesie e le canzoni a scuola, facevamo gli angioletti con la carta dorata, il presepe con le bottiglie dei fruttini e le palline da ping pong, vestendo le statuine ci carta, e poi facevamo la recita, e io di solito che ero il già allora egocentrico, megalomane e con manie di grandezza, facevo il presentatore e altre due o tre parti...
E poi arrivavi a casa e stavi al camino, aspettavi la Vigilia e le vagonate di regali che ti portavano tutti, parenti e amici e genitori e nonni, e te non dovevi fare niente di niente, al massimo declamavi una poesia, ma tanto quella te l'avevano già fatta imparare a scuola, per cui nessun problema...
Oggi invece, che siamo stracresciuti, che stiamo pericolosamente andando verso i trenta, o giù di lì, tutto è diverso...
Per prima cosa in ufficio non mi fanno imparare poesie, nè tantomeno fare recite, mi smollano fatture da sistemare e io sbuffo...
Poi mi tocca pure fare i regali, inventarmi idee, trovare soluzioni, ma la cosa brutta è che i regali ricevuti, rispetto ad un tempo, sono molti meno e soprattutto diminuiscono in quantità, qualità e originalità ogni anno che passa...
Ci scappano giusto un paio di bustarelle e poco altro e allora io mi chiedo se sia giusto, se forse non era meglio restare bambini, tornare a quella sera di credo venti anni fa, quando tornando a casa mio babbo mi aveva fatto trovare appeso alla porta il set completo delle macchine cattive dei Transformers, quelle che insieme creavano il robottone gigante, e io, col cappellino, guanti e sciarpa, ero rimasto freddo ed estasiato e contento come non mai, e ancora adesso quello è il mio più bel ricordo di Natale...
Non so se ora anche la cosa più desiderata, trovata sempre appesa alla porta, mi stupirebbe come allora...
Il fatto è che sentiamo meno il Natale perchè abbiamo perso quell'ingenuità e quella capacità di stupirci che avevamo quando eravamo innocenti pargoletti che si massacravano di calci per una sorpresa degli ovetti kinder (a me capitava spesso...).
Bisognerebbe, e non solo a Natale, ritrovare quel bimbo nascosto, e provare a stupirci ancora con niente...

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lunedì, 17 dicembre 2007, ore 15:59

La mia pigrizia aumenta sempre di più...
Più che altro, dopo aver passato il weekend a lottare con tosse e raffreddore e costipazioni bronchiali varie, non ho avuto tempo di fare i pochi acquisti di Natale che devo fare...
Sì, perchè già nella situazione attuale ho operato drastici tagli per ridurre i regali al minimo sindacale...
Ora, lo so che il bello di 'sta festa è girare, fare shopping, cercare i regali giusti, spendere e spandere, e tutti gli annessi e connessi, ma sinceramente io non ho il tempo per fare 'ste cose, e quando ho il tempo mi manca la voglia...
Per cui ho trovato la soluzione: appaltare i regali.
Il gioco è semplice: individuo i regali potenziali da fare, stimo un budget ed incarico qualcun altro di fare gli acquisti per me...
Risultato: la persona in questione si diverte facendo shopping, io non mi rompo le balle per trattare con commesse (a cui guardo solo il culo, alla fine) e con domande varie e dubbi (che sono la mia costante) sulle scelte potenziali.
Quindi ho il regalo, senza faticare, e alla fine siamo tutti contenti!
Certo, molti di voi leggendo questo post grideranno "eresia!" o cose simili, perchè io snaturo il gesto, la festa, tutto quello che volete ma che ci posso fare?
Sono pigro, e questo Natale sono ancora più pigro...

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giovedì, 13 dicembre 2007, ore 10:55

Tre anni fa mi presentavo come oggi davanti alla porta rossa dell'aula lauree della facoltà di economia per andare a discutere la mia tesi.
Tre anni sono passati, ma mi sembrano trecento anni...
Il fatto è che da quel giorno milioni di cose sono cambiate intorno a me, altre stanno cambiando, voglio dire, il mondo è andato avanti, tutti sono inesorabilmente cambiati, e io mi accorgo di questo solo quando faccio qualche conto col passato.
Tre anni fa entravo in facoltà con il mio cappottone nero, comprato per l'occasione e che ora utilizzo nelle serate trendy per darmi un tocco intellettuale ed elegante...
Entravo in aula e parlavo per mezz'ora senza sapere cosa sarebbe successo dopo...
Il fatto è che ero talmente concentrato e sicuro della direzione in cui volevo andare, dell'obiettivo che volevo raggiungere, che tutto il resto era un contorno scialbo...
Quel giorno avevo la piena consapevolezza di quello che volevo, di quello a cui puntavo, e quando tre giorni dopo mi hanno proclamato "dottore" mi sono sentito come il re del villaggio di Asterix che viaggia sempre sullo scudo: ero lassù e tutti mi portavano in trionfo.
Poi dopo però non sapevo cosa fare...
Mille tentazioni, mille proposte e soprattutto mille dubbi...
E sono finito qua...
La gente ha sempre detto che io posso fare di tutto, mi hanno sempre consolato con questa scusa, e mio padre, da vecchio uomo dei monti che è, mi ha detto che non bisogna essere buoni a fare tutto, basta sapere fare una cosa ma quella saperla fare veramente bene...
Non devi essere il migliore in tutto, devi essere il migliore in quello che fai...
Chi sa fare di tutto alla fine non sa fare niente...
Oggi ripenso al primo anno da "dottore" e alla delusione enorme che ho provato scoprendo che tutte le mie aspettative, tutti i miei sogni, erano naufragati nella mia pratica, nella vita provinciale, nel nulla non retribuito... Addirittura avevo abolito i regali quell'anno...
Poi, andando avanti, è arrivata la consapevolezza che le cose capitano, spesso anche se non le cerchi, ma devi avere pazienza e speranza...
Devi avere la capacità di aspettare, di non volere tutto subito, di saper trovare il tempo per arrivare dove vuoi...
La cosa che mi manca, ancora, dopo tre anni...
Inutile dire che opportunità ci sono state, strade aperte e mai percorse, alla ricerca sempre di qualcosa che forse non c'è, che non arriverà, ma che è un'utopia auspicabile...
Si tratta di scommesse, di rifiuti eccellenti, di vigliaccherie in nome di qualcosa di sconosciuto...
Si parte dal piccolo, ancora, dalle cose ridotte e si spera di arrivare un giorno nel posto sognato...
Nei primi tempi guardavo la gente sistemata in breve, quelli che volevano spaccare il mondo e far carriera, e pensavo di essere l'unico, di essere solo io quello che non sapeva cosa fare del proprio "titolo", della propria vita...
Poi, andando avanti, ecco altri dottori, ecco altre incertezze, altra gente sfruttata, malpagata e frustrata, altra gente pronta a rinunciare a tutto in nome di niente... E io mi sono eletto vate di questa gente, ho cercato il modo di parlare con loro, di consigliarli di aiutarli... Di portare la mia esperienza...
Tre anni dopo quel giorno il titolo di dottore io l'ho un po' nascosto...
A parte chi mi chiama così ironicamente, a parte chi mi chiama così perchè non sa il mio nome, io questo titolo non lo uso mai, nemmeno quando chiamo gente e uffici vari dal mio triste ufficetto...
Perchè non mi sento in grado di esserlo....
Mi sento dottore solo quando aiuto la gente, quando parlo con chi ha dubbi, incertezze, paure sul futuro, quando ascolto chi vuole essere ascoltato e vuole solo sapere che non è l'unico, che al mondo ci sono altri come lui, che non esistono solo quelli che fanno carriera e spaccano il mondo...
Allora sono dottore...
E quando incontro tutti gli altri sono solo io...
Ed è la cosa che mi fa sentire più grande di tutto...
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mercoledì, 12 dicembre 2007, ore 17:37

Ok, mi ha graziato per la Bussola, ma il raffreddore è tornato mortalmente a colpirmi già da ieri sera...
Già domenica ero senza voce, poi da lunedì tosse, oggi finalmente tosse e raffreddore, e lavoro da sbrigare di corsa in ufficio prima delle imminenti ferie...(?)
E quindi sono menomato anche per fare i regali, e li devo ancora fare tutti, e sono in uno stato di morte apparente...
Quello che mi chiedo è perchè da tre mesi a questa parte ogni dieci del mese becco il raffreddore?
Dio, ora ho le malattie a scadenza programmata, nel mio delirio di onnipotenza ho controllato pure quelle...
Ma fortunatamente lo sciopero dei trasporti mi aiuta: la benzina scarseggia e dubito che dopodomani riuscirò a poter venire in ufficio...
Almeno il raffreddore mi passerà...
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mercoledì, 12 dicembre 2007, ore 11:04

Ogni anno in questo periodo il classico carosello natalizio è nel pieno della sua attività, ed è una cosa decisamente piacevole, anche se appaiono le solite idiozie.
Intendo che ogni Natale saltano fuori quelle solite cazzate che non hanno niente a che vedere con la festa, coi regali, con tutto, e che ormai sono talmente di cattivo gusto che la gente manco le nota.
Ogni Natale ci dobbiamo beccare un nuovo libro di Vespa, un nuovo libro di vignette di Forattini e soprattutto un nuovo Cinepanettone.
Ora, lo so che queste cose sono tutte evitabili, basta non comprare i libri e non andare al cinema, ma solo la consapevolezza della loro esistenza mi da fastidio...
Vespa come ogni anno scribacchia qualcosa facendo il riassunto di Porta a Porta... E mi viene male nel sapere che ora che è morto il grande Enzo Biagi ci sia gente che veda il vespone come punto di riferimento del giornalismo italiano.... Ma stiamo scherzando?
Forattini... Non è una cosa politica, ma a me non mi fa ridere... Sono sempre le solite vignette, il solito Prodi vestito da vescovo, D'Alema da nazista con la falce e martello e le solite battute da osteria... E pensare che abbiamo vignettisti del calibro di Vauro, di Altan, di Ellekappa, che col suo umorismo spesso nero fa ridere sempre amaramente e credo che sia il migliore in circolazione ora come ora...
Dei Cinepanettone non ne parliamo neanche...
Ne vedi uno e cambi la location e la gnocca e la canzone che vanno di moda e l'hai già visto...
Ma la cosa che mi sorprende è la fila di gente che si fionda a vedere 'ste cose...
Io il mio film comico natalizio l'ho già scelto: confido in Fred Claus e nel vecchio umorismo americano...
Alla fine, comunque, se c'è chi adora anche queste idiozie natalizie e se anche questo serve a far Natale, allora ben vengano...
Ma molto molto lontano da me!
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lunedì, 10 dicembre 2007, ore 18:14

Tra sabato e domenica ascoltavo e provavo ad analizzare la visione del mondo di un mio amico che si reputa decisamente trendy, qualsiasi cosa voglia dire...
Ora, secondo questo tizio, chi non va a ballare ogni venerdì e ogni sabato dove va lui è uno sfigato.
Chi è fidanzato è uno sfigato.
Chi non si fa minimo tre rum e pera al sabato è uno sfigato.
Chi non ha un paio di scarpe orribili e costosissime è uno sfigato.
Chi ha un gusto suo nel vestire è uno sfigato.
Chi non si fa le sopracciglia, le lampade e resto è uno sfigato.
Ora, io non ho controbattuto, ma posso opporre il mio punto di vista.
Chi segue il branco di pecore è uno sfigato.
Chi spende ogni weekend più di 100 euro in serata è uno sfigato.
Chi va sempre nel solito posto e nel solito locale è uno sfigato.
Chi ha una cultura cinematografica comprende solo Boldi e De Sica è uno sfigato.
Che non legge fumetti è uno sfigato.
Chi legge meno di un libro l'anno è uno sfigato.
Per contro altri potrebbero opporre le loro ragioni...
Quello che penso è che siano tutti punti di vista e che alla fine siamo quello che sappiamo di essere (se lo sappiamo) e che per gli altri siamo quello che loro vedono o vogliono vedere...
Le persone che cercano di essere accettate, che cercano di far parte di un branco, di essere etichettate tutte sotto la stessa marca, per me sono sfigate...
Come dice Guccini "Spiacere è il mio piacere", perchè alla fine se per qualcuno io sono lo "sfigato" allora mi sta bene così, perchè ci sono 1000 altre ragioni per cui io possa considerare lui uno sfigato...
Non mi piacciono le etichette, non mi piace catalogare la gente, e non accetto chi lo fa in base ai propri parametri....
Sarà per questo che di ogni persona cerco sempre il lato buono e quello cattivo e che spesso spingo sui difetti e li faccio notare...
E' una sorta di guerra preventiva: prima che loro mi facciano notare i miei, io faccio notare a loro i difetti che hanno...
L'importante alla fine è essere fieri di chi siamo, senza condizionamenti dal giudizio esterno...
Ma anche questo può essere un punto di vista...
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