mercoledì, 30 maggio 2007, ore 17:29

Gli eventi degli ultimi cinque o sei giorni sono stati allucinanti.
Da venerdì pomeriggio, quando sono uscito dall'ufficio, ad ora, quando sono rientrato, sembrano passati mesi.
Venerdì sera ho avuto la solita discussione sull'argomento lavoro-futuro-postbanca-pratica con mio padre, che è riuscito a farmi saltare i nervi ancora una volta.
Così sono andato incazzato alla cene per salutare un'amica che ha fatto la scelta di vita di trasferirsi per l'estate, causa motivi di lavoro, amore ecc...
Come solito dopo queste discussioni epiche non ero dell'umore adatto a niente, ma ero vestito troppo bene e faceva troppo caldo, così sono finalmente andato al Merida.
E la serata è stata ancora una volta strana, tanta gente, tanta musica, il mare e la sabbia, la mia rabbia che si scioglie, e un mezzo bacio ancora da capire...
Non esulto, non mi incazzo, non provo niente...
E poi la solita colazione, a parlare ancora del film, con l'attrice principale che manca ancora, e i dubbi, e con i miei compagni di sventura a chiedermi di 'sto mezzo bacio, e io che non dico niente...
Il sabato è filato via tranquillo, al bar il pomeriggio, la sera al cinema a vedere la saga di Jack Sparrow.
Rientro presto e voglia di dormire tanto al mattino.
Poi però alle cinque la telefonata dell'incidente di mia mamma.
E lì le cose si dilatano.
Fortunatamente se l'è "cavata" con un braccio rotto, operato ieri, tanto spavento, anche se ora viene la palla dei mesi di stop forzato, che credo saranno pesanti, molto per lei...
Ma improvvisamente ho dovuto svestire i panni dello sconclusionato, dimenticarmi di lavoro, discussioni con mio babbo, film, locali e mezzi baci, e concentrarmi su tutto il resto.
E portare la gente agli ospedali, gestire le cose a casa, avvertire parenti e roba varia, coordinare tutto e gestire le cose burocratiche.
Fare la persona seria.
Fare tutto quello che andava fatto.
E rendermi conto che alla fine sono serio, se lo voglio, non sono solo stronzo...
Solo che lo stress ovviamente è aumentato e tornare oggi pomeriggio in ufficio è stata una liberazione.
Le cose piano piano si stanno riassestando, oggi non ho saltato il pranzo come ieri, ho ritrovato i calzini e ho addestrato mia sorella a sistemare le cose per casa.
Entra come mamma di riserva.
Ora ci sarà da gestire tutta la convalescenza, le pratiche dell'assicurazione, dell'avvocato, ma la normalità riprenderà il suo corso, come questo blog.
Solo che avrò molte cose da fare di più, e soprattutto avrò molta più gente fra le palle, tra parenti in pellegrinaggio e familiari che improvvisano i lavori di casa.
Resisterò e farò la persona seria.
Ma so già che avrò bisogno di una lunga vacanza alla fine di questa storia...
Per ora mi accontento ancora del caffè...
E della mia routine.
cifero

giovedì, 24 maggio 2007, ore 11:28

Nel mio mesetto di inattività, dopo le mie dimissioni da bancario (ogni tanto ci penso e dico "Ho fatto anche questo!" e allungo la lista delle cose impossibili e impensabili che ho realizzato) ho seminato il mio curriculum nel mondo e ogni tanto capita che qualcuno mi chiami per qualche strampalata offerta.
Naturalmente non faccio tutti i colloqui, ma solo quelli più interessanti.
Qualche settimana fa ne ho fatto uno per la seconda volta nel solito posto, e per la seconda volta non mi hanno dato risposta, ma questi sono futili dettagli...
Ieri invece vado da questa multinazionale del marmo, mi presento in questi uffici con la segretaria bionda, gnocca e con i pantaloni bianchi che mi fa attendere i due tizi che mi devono esaminare in una saletta con il condizionatore a - 20, con tanto di pinguini e eschimesi impellicciati.
Arrivano i due tizi, un dottore toscano e un ingegnere milanese che parla come un ricco figlio di puttana, Rolex d'oro al polso, capello brizzolato e abbronzatura alla Briatore.
Il tipico imprenditore devoto al denaro, che magari paga due soldi gli operai per finanziarsi la maxivilla a Portocervo.
Inizio il colloquio e mi presento.
La parte la so a memoria, la recito uguale sempre, in ogni occasione.
Il dottore inizia a farmi domande molto tecniche, su bilanci consolidati, bilanci in inglese, mi chiede quante lingue straniere conosco, mi chiede che cosa faccio nel mio attuale lavoro.
Io parlo e lui sorride, quasi ride, e anche lo stronzo ingegnere sembra lì lì per ridere.
Rispondo alle domande (che non so) arrampicandomi sugli specchi: non ho mai fatto quelle cose, mai viste, se non forse anni e anni prima di sfuggita su qualche libro.
Mi rendo conto di aver detto qualche cazzata, mi rendo conto che il posto per me non va bene e che loro non mi prendono.
In ogni caso, mi dice, si tratta di una sostituzione per circa 10 mesi, una collaborazione a pochi soldi, senza la certezza di assunzione definitiva.
No grazie.
Altro pomeriggio perso, dunque.
No.
Perchè l'imprenditore inizia a farmi domande personali.
Cosa fanno i miei genitori, mia sorella, se sono fidanzato, sposato, ecc, gli hobby, e soprattutto perchè non sono andato a lavorare in banca.
Gli spiego il motivo, il nomadismo ecc, solita storia imparata a memoria anche lì.
Alla fine mi fa "Ma lei vuole fare il dipendente o il commercialista? No, perchè sembra che non l'abbia capito".
Incasso il colpo perchè ha ragione il tizio. Ma controbatto, tanto non ho niente da perdere.
" Se non volessi fare il dipendente non sarei qui, giusto? Se ho mollato la pratica una volta posso farlo ancora... Vede, il fatto di non essere retribuiti è una spinta motivazionale notevole nel decidere se fare una cosa o l'altra: questo è il motivo per cui preferisco fare il dipendente..."
" E come pensa di fare da Aulla a Massa, pendolare?"
"Facevo il pendolare da Parma... Faccia lei"
"E perchè ha rinunciato alla banca? Con tutti quei soldi..."
"I soldi non sono tutto, almeno per me... La vita che avrei fatto non valeva i soldi che mi davano... Soprattutto quello che mi sarei lasciato dietro..."
E il milanese ride.
Nel frattempo giocherello e piego il biglietto da visita della società.
"Guardi che se rompe il biglietto, come fa a ricontattarci?" mi dice il milanese.
"Vado sul vostro sito internet..." chiudo io.
Il milanese sorride si alza a mi saluta.
Io esco, strappo il biglietto e lo butto sul tappettino d'ingresso.
I colloqui come questo sono match di boxe: colpisci e sei colpito.
Spesso perdi, ma la soddisfazione di dare due colpi all'avversario ce l'hai.
Ho capito un po' di cose: la prima è che non sarò mai uno stronzo imprenditore o padrone del cazzo come il milanese.
La seconda è che forse il mio destino è davvero quello del commercialista... Ma chi lo sa...
La terza è che devo smetterla di fare colloqui inutili, e concentrarmi su quelli che veramente riguardano quello che ho fatto negli ultimi due anni.
L'ultima è che nonostante abbia fatto le scelte strane, nonostante la gente mi contesti, dica che non faccio un cazzo, nonostante gioco a a fare la barzelletta del laureato senza soldi, nonostante tutto, non sono ancora al punto da dover lavorare per forza anche per gente come quella, e aver ricominciato la pratica è stata una scelta più che saggia, perchè di tempo ne avrei perso molto di più, visto come va il mondo.
Vivo nel mondo che mi sono scelto, ci vivo a mille, nonostante le risorse finanziarie siano limitate.
Ma l'importante è esserci e essere qualcuno per la mia gente...
D'altra parte i soldi servono, ovvio...
Ma non sono tutto...
Almeno per ora...
Quando penserò solo ai soldi e al lavoro allora sarò morto, con la mia creatività, questo blog, e i miei seimila progetti...
E per ora sono parecchio vivo...
In culo a tutti gli stronzi...
cifero

mercoledì, 23 maggio 2007, ore 11:25

Ho un'altra grave forma di dipendenza.
Non mi bastavano i fumetti, il caffè, le bariste, il desiderio di aiutare qualsiasi persona anche la più stronza (si può essere dipendenti da altruismo?): no, ora si aggiunge Oblivion.
Io con i videogame ho sempre avuto un rapporto di odio-amore: ne inizio uno e lo finisco presto, ma a volte non riesco a smettere di giocare.
Con Oblivion sta andando così: non che la storia mi entusiasmi tipo San Andreas, ma mi piace esplorare quel cacchio di mondo virtuale, trovare roba nuova, fare missioni in cui affettare la gente con la spada.
Mi metto al pc, dicendomi che dovrei scrivere, o sceneggiare, e invece dico che gioco 10 minuti, ma solo 10.
Stacco il pc dopo un'ora e mezza senza aver fatto altro che chiudere piani di Oblivion, ammazzare Daedra e mostriciattoli simili...
Ora, per i non addetti ai lavori sto vaneggiando, ma non è così...
Chi ci ha giocato lo sa...
Devo cercare di finirlo presto, così la dipendenza passa...
Ma la vedo dura...
Spero di bloccarmi da qualche parte e di perdere interesse....
Maledetto Lord Dagon!
cifero
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : cazzate

lunedì, 21 maggio 2007, ore 10:33

Quando ero giovincello, una decina di anni fa, troppo maturo per uno di quegli anni, troppo assennato e troppo calato nella parte del primo della classe che non aveva tanta voglia di aiutare gli altri, quando non leggevo troppi fumetti ma troppi libri, mi ricordavo qualsiasi cosa.
Date, momenti, eventi, discorsi, vestiti...
Non c'era niente che sfuggiva al mio controllo.
Mi ricordavo che cos'era successo il tal giorno dell'anno prima, tenevo gli anniversari anche dei due di picche, mi ricordavo compleanni ed eventi vari...
Poi il tempo è passato, io sono rimasto maturo com'ero (in fin dei conti non lo ero troppo a 15 anni?) e mi sono fermato ad aspettare che la gente maturasse come me, poi un bel giorno ho deciso che fare lo stronzo e smettere di crescere era meglio.
Da primo della classe stronzo, sono passato a quello che doveva aiutare tutti, che non aveva problemi a star al telefono fino a mezzanotte se qualcuno aveva bisogno di spiegazioni per un esame.
Forse da quel punto di vista sono diventato meno stronzo....
E le cose si sono moltiplicate nella mia vita, dalla maturità fino ad oggi è cambiato tutto almeno una decina di volte, sono successi miliardi di eventi, tutto e il contrario di tutto...
E il bello è che ora non mi ricordo niente!
Quando avevo 15 anni la mia vita era piatta, così fino ai 18, e mi ricordavo tutto...
Dopo zero, le cose si perdono, nei meandri del tempo...
L'altro giorno correvo e intanto pensavo a quello che facevo anni prima, e ho ripensato a vecchie storie, a vecchia gente...
Mi sono fermato su una salitona e mi sono seduto, sfattissimo e ho continuato a ricordare cose perdute.
Ho realizzato che alla fine il bello di dimenticarsi le cose sta nel poterle ricordare ogni tanto, facendo immani sforzi, ricercando quel preciso momento, quella precisa situazione, quei dettagli insignificanti che però sono la cosa più importante...
E' un po' come tirare fuori delle vecchie foto e mettersi a ridere...
Tutte le donne che ci hanno fatto penare, fino al due di picche, che ora non riconosciamo neanche più...
Tutti i numeri di telefono sudati, che abbiamo chiamato tre volte...
Tutti i baci dati, compreso il primo, che si confondono in un turbinare di lingue...
Tutte le trombate da 10 secondi, che ci sembravano prestazioni portentose....
Tutte le birre fresche bevute parlando di pallone...
Gli scudetti persi, quelli vinti, e quel centrocampista di cui mai ci ricorderemo il nome...
Le donne amate e poi odiate, quelle che ora ci salutano e non ci fanno più nè caldo nè freddo...
Le occasioni perse e quelle giocate male, il gioco del "se fosse, se avessi...." e tutti i nostri possibili futuri...
L'odore della miscela del motrino, il profumo di caffè e paste del baretto in facoltà, il sole e l'umido sull'erba del parco a Parma ad aprile...
Le file agli esami, le parole dette alla maturità, le gioie per gli esami passati e tutte le volte che pensavamo di non farcela a prendere quel cazzo di diploma o laurea...
E poi ancora gli amici, le serate passate davanti al Comune, le brutte litigate e il lento ritorno alla normalità...
Le promesse fatte e mai mantenute...
Le scommesse vinte, e mai riscosse...
Le cose rimandate, e mai fatte...
Pezzi di storia, tutti, che tornano ogni tanto, che pensiamo di aver perso e che invece ci sono...
Pronti, ogni tanto da rievocare...
E il bello è che ce ne saranno ancora...
Ce ne saranno sempre....
cifero

venerdì, 18 maggio 2007, ore 15:50

Insomma che sono qua e che sto per saltare un altro venerdì sera, il secondo di fila...
Questa cosa non va bene per niente!
Ma questa settimana sono assente giustificato!
La settimana scorsa ero in preda a rabbia e mal di testa, così mi sono fottuto il Merida.
Questa settimana sono giustificato: domani me ne vado a un matrimonio (tra l'altro mi hanno invitato a settembre dell'anno scorso...) e la mia giornata sarà massacrante, se non altro mi toccherà correre per mesi per smaltire tutto quello che vado a mangiare...
Se non altro il matrimonio è stato il pretesto per comprarmi un po' di roba tendenziosa da sfruttare nei sabati e nei venerdì sera a venire.
Ma sta cosa di forcare il venerdì mi inquieta...
Penso alle solite occasioni mancate, mi inacchio quando la gente al sabato mi dice "cosa ti sei perso!!!".
Ma stavolta sono giustificato...
Il fatto è che ormai non posso abbandonare la scena, non posso mollare il mondo dance dance, soprattutto quando è rigorosamente agratis e pieno di gnocca!
Poi tocca spiegare perchè non c'eri, e balle varie...
Sembra che mi devo preparare la giustificazione...
Ma sono pronto, più agguerrito che mai, già da domani sera e per i venerdì che verranno...
L'estate deve ancora iniziare...
Speriamo che non piova...
cifero

giovedì, 17 maggio 2007, ore 20:46

Poche righe per dire che finalmente il blog di Cifero ha un fratellino (sempre di Cifero...)!
Si tratta di


Questo blog racconterò le nostre avventure e disavventure nell'impresa di realizzare un corto...
Io ho sempre le idee strambe in testa...
Per quello che invece riguarda la ciferofilosofia, la ciferostory e le belinate varie tutto resta sempre su questo blog, che ormai sta diventando storico!
Mi raccomando dunque, visitatemi anche di là (anche se sto bene...)
cifero

martedì, 15 maggio 2007, ore 20:38

La mia smodata passione per Fight Club mi ha portato a leggere il libro omonimo di Chuck Palahniuk, come ho già detto e citato più volte...
L'altro giorno mia sorella è tornata a casa con l'edizione con traduzione annessa di "Alice nel Paese delle Meraviglie" per lei e con "Soffocare" di Palahniuk, appunto, per me...
Non ho ancora finito il libro, solo con Ammaniti riesco a leggere 600 pagine in tre giorni, ma pur essendo solo a metà, e riservandomi il giudizio per la lettura completa, sono arrivato a capire che quest'uomo è un pazzo.
E su Wikipedia cercando la sua biografia mi sono ancora di più convinto...
Vedete a questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Palahniuk
Il fatto è che quello che scrive è un pugno enorme nello stomaco, e l'ironia che ci mette è nera, nerissima, ma veramente geniale...
Certo, i personaggi non risultano certo credibili, non fosse per gli assurdi lavori che fanno, o per le assurde abitudini.
Già il fatto che il tizio protagonista sia un medico mancato che fa diagnosi di tumori e malattie varie alle spogliarelliste nei night club dice tanto....
Insomma, questo libro, questo autore, lo consiglio a tutti quelli che non hanno troppe remore a leggere roba pesante, alla Irvin Welsh per capirci...
Certo, chi legge Dan Brown, Tom Clancy o amenità simili avrà un po' schifo...
Ma a chi piace la roba strana, la narrativa non fine a se stessa allora si divertirà...
La frase geniale (una delle tante) che mi ha spinto a citare 'sto libro (a parte l'introduzione ai vari soggetti sessodipenti e alle loro storie da leggenda urbana...) è questa: "Più vado avanti , più mi sembra di vivere facendo una pessima imitazione di me stesso."
Ammetto che decontestualizzata non dica niente, ma credetemi, è geniale...
Un pazzo, ma geniale!

cifero
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : libri & fumetti

martedì, 15 maggio 2007, ore 11:34

Sono riuscito a far saltare ogni programma del fine settimana scorso.
Motivazione di ciò: non riesco a controllare la mia rabbia: quando mi incazzo di brutto divento uno stronzo all'ennesima potenza.
E il guaio è che per rientrare allo stato normale ci metto sempre almeno due o tre giorni.
Manco di self control (e qui cito la famosissima canzone anni '80...).
E così, dopo essere rimasto a casa a dormire venerdì pomeriggio perchè ero incazzato lievemente con il tizio in ufficio, mi sono ritrovato alle cinque e mezza ad essere incazzatissimo perchè il tizio mi aveva cercato mugugnando perchè ero rimasto a casa.
Non pago mi sono incazzato anche con buona parte della famiglia, perchè ho cercato la discussione riguardo al lavoro: quando sono discretamente incazzato cerco la rissa ad ogni costo e l'ho ottenuta.
Ho raggiunto lo stato di grazia al negativo e lì credo di aver turbato il karma.
Mi è preso mal di stomaco e ho preso una portata nel braccio, con tanto di livido viola...
Il karma si è ribellato contro di me, perchè avevo fatto troppo lo stronzo, e così ho deciso di non rischiare, di andare a letto alle 10 e 30 e di saltare il Merida (sigh!).
Sabato volevo non essere incazzoso, ma nonostante le buone azioni del mattino e del pomeriggio, il karma ce l'aveva ancora con me e la serata è stata veramente pallosa, noiosa, e io ero irritabilissimo, nonostante mi avessero appena regalato un fumettone targato John Woo e Garth Ennis...
Nel frattempo però sono riuscito a spaccare una lente agli occhiali, che mi sono caduti da quaranta centimetri ma si sono demoliti... E lì volevo gettare la spugna...
Però poi arrivano gli spiragli: gli incontri casuali di fine serata, le tipe che mi chiedono "Dov'eri stronzo ieri sera, mi avevi detto che eri al Merida!" e allora mi faccio un po' compatire.
E poi mi chiedono cosa farò, quando torniamo a ballare, e via che va...
Ma sono ancora incazzato e a mezzanotte e mezza faccio la mia uscita di scena teatrale, saluto tutti quelli che mi vogliono trattenere e anche Cenerentola che mi dice "Sfogati con me..." qualsiasi cosa intenda...
Domenica mattina a guidare piano e a pagare caffè e comprare gelato per il pomeriggio...
Pomeriggio che passo al bar tranquillamente a parlare con la barista nuova, che è interessante....
Perchè sono sempre innamorato delle bariste, se non si capisce!
E inizio a tornare al normale...
Ieri riprendo il lavoro e ieri sera ritrovo due che si sono beccati le scenate di sabato e mi chiedono se tutto è passato.
Risposta affermativa.
Tutto normale.
Solo che sta rabbia non la controllo ogni tanto.
Hulk è forte dentro di me...
Ma Banner ogni tanto deve esplodere, sennò è un casino!
E incazzarsi fa bene, perchè è come un temporale: dopo vedi tutto sotto una luce diversa...
cifero

venerdì, 11 maggio 2007, ore 10:33

Mah... cosa volete che vi dica?
Uno a 'sto mondo è allegro, spensierato, vagamente sognatore, incurante di quello che succede e di quello che combina e automaticamente è un cretino irresponsabile...
Uno prova a tirare su il morale alla gente, a fregarsene di tutte le cazzate per cui la gente si incazza e automaticamente è un menefreghista.
Uno prova allora ad interessarsi dei problemi della gente, ad aiutarla: allora diventi impiccione e curioso, e non ti sai fare i cazzi tuoi...
Uno non lavora o lavora non pagato e automaticamente è uno sfaticato.
Uno si cerca un altro lavoro ma poi non fa la scelta di vita, e automaticamente è un coglione.
Uno allora cerca un altro lavoro, e automaticamente è scemo nonchè incoerente...
Uno pensa che alla fine le cose si risolvono sempre, basta sapere aspettare, che tanto a 'sto mondo tutto va come deve andare e non ci si fa niente, e allora è un fancazzista che fa il parassita della società...
Uno spende troppi soldi e allora è uno scialaquatore.
Uno non spende niente e allora è tirchio.
Uno si veste troppo bene e allora è gasato e ostenta.
Uno si veste normale e allora è uno straccione.
Uno fa i favori agli altri, fa le cose per conto loro, e poi si sente dire che no, ha sbagliato, che bisognava fare così, cosà ecc...
Mah... Così va il mondo, però...
Che palle...
Capisco perchè poi la gente impazzisce a sto mondo e quando va bene si riempie di pasticche e whisky e quando va male fa fuori le persone: perchè le persone poi non reggono più...
Io almeno di 'ste cose me ne sbatto, tanto bene o male faccio sempre a modo mio...
Però stamani mi viene l'attacco di pessimismo da fine settimana...
Sarà il portafoglio vuoto...
Sarà che mi devo cercare un lavoro...
Sarà che forse piove e stasera devo andare a ballare sulla spiaggia...
Sarà che la benzina costa di più....
Sarà che a giugno aumenta il prezzo dei fumetti...
Boh...
Poi uno dice che i soldi non fanno la felicità, ma almeno ti danno la libertà di essere stronzo autonomamente e senza dire grazie a nessuno...
Spero solo non sia un weekend del cacchio...
cifero

mercoledì, 09 maggio 2007, ore 17:45

Ieri sera sono tornato a suonare a Olivola dopo circa due mesi buoni.
L'ultima volta era stata il giorno prima di partire per il maxicorso a San Miniato, e faceva un freddo cane.
Era stata quella l'occasione in cui io, gasato e ciarliero, mi ero messo a raccontare a tutti del nuovo lavoro e di tutti gli annessi e connessi, non lesinando particolari.
Ieri sera invece si stava decisamente bene, non c'era certo caldo ma era piacevole stare fuori, ed era il mio ritorno sulle scene dopo tutti i vari fatti degli ultimi tempi.
Nessuno della banda sapeva delle mie faccende, per cui mi hanno chiesto dove fossi a lavorare e io ho dovuto ritirare fuori la vecchia storia, questa volta con la versione tagliata di particolari e ridotta all'osso.
E la maggior parte della gente mi ha guardato con il solito sguardo compassionevole, come se mi fosse caduto un albero addosso e stessi agonizzando.
"Speriamo che lavorerai..." "Non ci voleva, certo..." "Un peccato!" e balle varie.
Ma anche uno che ha detto "Io sono finito fino a Lecce e la vita è quella: bisogna saper andare!".
Insomma, ancora una volta solita storia, se non per il fatto che San Miniato ora mi sembra anni luce.
Archiviato e dimenticato, e io sono tornato alla piena normalità, compreso riguardare Fight Club sempre più spesso, incazzandomi col mio pseudocapo, lamentandomi, facendo altri colloqui e cercando di riscappare.
E poi cercando di vivere spendendo poco, che è la parte difficile.
Ma la cosa che cambia, e che ho notato ieri sera, è il fatto che il mio atteggiamento è decisamente migliorato, così come il mio aspetto fisico.
I primi che a marzo mi facevano le condoglianze per la banca mi vedevano accondiscendete nella loro compassione.
Ora invece rispondo, e non dico un cazzo, vero, però dico che i drammi non sono questi, che possibilità ce ne saranno anche se non so nè dove nè quando e che i soldi non sono tutto, e che per ora campo da parassita dignitosamente...
E poi la ritrovata vita sociale vera, quella di locali, divertimento e serate che finiscono al mattino, le idee creative, il film, le donnine a cui star dietro e che non ti cagano e quelle che ti cagano ma da cui vuoi scappare...
Tutte cose che prima non c'erano...
Tutte cose arrivate dopo il cambiamento del mio atteggiamento, meno bellicoso ma più stronzo.
Questo abbandonarsi al caso e ritrovarsi a fare cose strane senza pensarci, questa cosa di pensare poco e agire di più, tutto questo mi fa star meglio.
E tutta la demolizione di due mesi fa ormai è lontana anni luce...
Certo: le cose devono ancora essere sistemate, perchè mi servono soldi, soldi, soldi, e soprattutto un lavoro a prospettiva sicura, e questa è la mia grossa battaglia.
Ora sono tornato al punto zero e ricomincio a cercare la via di fuga da questo posto (l'ufficio per la cronaca..).
Ma provarci con la barista al mattino, ridere di ogni stronzata durante il giorno, fare lo scemo in qualsiasi occasione e scrivere, creare, pensare, sono cose che sono arrivate dopo il casino, dopo la tempesta...
Oggi mentre ripartivo per venire giù cantavo Maracaibo e ballavo da solo e mia mamma mi ha fatto notare ironicamente che un altro al mio posto non canterebbe così... Ma io sono ottimista ora, e non me curo!
Ma alla fine un dubbio: e se fossi solo scemo?
cifero