Chi di voi ha anche una minima infarinatura ecoomica, quella che serve per leggere qualsiasi quotidiano, conoscerà sicuramente le aziende no-profit: sono quelle senza scopo di lucro, ovvero quelle che non perseguono un utile, pur essendo in tutto e per tutto organizzate come un'azienda normale.
Nel mio pseudo-mestiere da un po' di tempo ho avuto a che fare con le aziende ne-aprofit, e questo nome mi suonerà nuovo, ma credetemi che tutti voi, almeno una volta, avete avuto a che fare con questi simpatici enti economici.
Occupandomi ultimamente di consulenza del lavoro mi è capitato un caso singolare che vi spiega della faccenda delle aziende ne-aprofit.
Il tizio in questione è entrato da dieci minuti nello studio e mi sono ricordato di una conversazione con lui di qualche tempo fa.
Questo magnifico imprenditore entra un giorno e mi dice che ha bisogno di un operaio per 3 o 4 mesi, e mi dice come lo possiamo inquadrare.
Io gli propongo un altro apprendistato (come quelli che ha già) e di allungare il contratto al ragazzo o al massimo di fare un odiatissimo contratto a progetto.
In ambedue i casi si tratta di sfruttamento, di lavoro sottopagato, ma anche se sotto comunque pagato!
Poi salta fuori l'idea sua: ha sentito dei tirocini, senza obbligo di pagare, con un minimo rimborso spese e vuole quello.
"E vabbè, poi lo assumiamo dopo i tre mesi?" gli dico io.
"No, no... Al massimo dopo ne prendo un altro, tanto almeno per tre mesi questo mi lavora e spendo poco... Sai quante spese che ci ho, no?"
So che sono sempre più basse rispetto agli introiti, lo deduco anche dal BMW 530 parcheggiato fuori.
E così ecco preso il tirocinante, un ragazzino appena maggiorenne che sta lavoroando gratis, per tre mesi, e che verrà riciclato presto.
Ecco le aziende ne-aprofit: si aprofittano con le spalle coperte dalla legge.
Ecco chi vive sulla pelle di chi è contrattualmente più debole, di chi ha bisogno.
Ce ne sono migliaia di questi casi, a partire dalle professioni (come il mio caso) per arrivare in tutti i settori: so di cose simili nell'edilizia, nella ristorazione e altri campi.
Ci si prende il diritto di poter usare la gente, sfruttarla per diritto feudale, come nel medioevo, come se fosse una cosa naturale: il ricco deve sopravvivere, il debole è povero e quindi povero resti.
La cosa è assurda perchè, pensateci, si compiono azioni con le persone che mai con gli oggetti fareste: è come se prendeste una macchina in prova un giorno solo per andare a farvi vedere e la riportaste senza volerla comprare, come se compraste una giacca per un matrimonio e la andaste a cambiare il giorno dopo e tanti altri esempi.
Non lo potete fare, anche se magari vi piacerebbe.
Qua invece si può, si può tutto....
Non resta che chinare il capo allora?
Direi di no.
Bisogna fare la stessa cosa, come la legge del taglione: approfittare delle aziende ne-aprofit, fare le sanguisughe, livellare il nostro lavoro alla nostra retribuzione, alla considerazione che ci danno.
Solo così la bilancia potrà tornare alla pari.
I signorotti feudali del nuovo millennio, con la giacca e la cravatta, prima o poi finiranno come i loro colleghi medievali...