domenica, 31 dicembre 2006, ore 13:53

Ci siamo.
Questo giorno è sempre strano, perché in fin dei conti è solo una grossa attesa.
E io che sono il maestro delle attese mi ci trovo dentro da Dio.
Il fatto è che, anche se quest’anno sarà un Capodanno tranquillo, io sono già agitato. E non tanto per la serata in sé, quanto per il fatto che si tratta ancora una volta di varcare un limite, di superare il confine, di fare un altro giro di boa (non il serpente).
Si tratta solo di un confine, di un salto… Oggi siamo lì in mezzo, a fare i conti dell’anno passato e a fare i buoni propositi per quello nuovo, a pensare a quello che quest’anno è andato e a quello che vorremmo che andrà nel prossimo.
Tutto labile, niente concreto.
Come ogni anno conteremo alla rovescia, brinderemo a spumante da 5 euro, tireremo avanti alla bell’e meglio fino alla colazione, ce ne andremo a letto storditi e domani mattina (che siano le dieci, mezzogiorno o le tre, sarà sempre mattina) si ricomincia.
Punto zero.
Mi stordisce sempre questo giorno, mi fa pensare più del solito, e non so mai cosa fare, non so mai se sto facendo bene e provo a ricordare cosa facevo anni prima, come andava questo giorno…
Tremila scaramanzie, tutte che si contraddicono, ogni anno una nuova, ogni anno se ne lascia indietro una… In fin dei conti questo giorno è davvero sempre uguale, come dicevo ieri…
Ho ritrovato nel cassetto una lettera che mi sono scritto l’anno scorso come oggi, forse perché fuori c’era la neve…. A volte sono geniale, e questa è una di quelle volte.
Dicevo tante cose serie, molte cazzate e facevo anche tante raccomandazioni… Non ne ho ascoltata mezza…
Comunque penso che quest’anno mi riscriverò…
Forse questo giorno è particolare perché è l’unico momento in cui riesco a vedere tutto, sia passato che futuro.
Oggi è il presente, così labile e così trasparente, così veloce da non poterlo scorgere o comprendere.
Oggi è un giorno strano alla fine.
E basta.
Ecco ora smetto, ricomincia l’agitazione.
Ci siamo.

cifero

sabato, 30 dicembre 2006, ore 14:06

OK, cercherò di essere serio per almeno tre post di fila (questo e i prossimi due) o quantomeno proverò ad essere meno scemo del solito.
Si apre oggi una trilogia (visto che vanno tanto di moda) dedicate da me stesso a passato, presente e futuro, in vista del nuovo anno e di tutti annessi e connessi...
Oggi faccio un bilancino di tutto quanto è stato il 2006, tra piccole e grosse cose, voglio più che altro vedere che cosa resterà alla fine di questo anno...
Non è mai semplice ricordarsi ogni cosa, ogni singolo evento importante, ci ricordiamo di molte cazzate e alla fine le cose importanti spesso spariscono... Poi si tende sempre a ricordare le cose che non ci sono piaciute...
La domanda ora è: cosa mi porto nel 2007 del 2006?
Non so...
L'anno che è passato è stato strano, a volte ripetitivo, tipo il film mitico con Bill Murray (credo che si chiamasse "Il giorno della marmotta" o forse in inglese era così il titolo, in italiano non lo so...) dove si ripeteva sempre il solito giorno, in continuazione... Altre volte è stato bizzarro, unico, come forse tutti gli anni...
Mi porterò dietro volentieri la sera del 9 luglio 2006, la vittoria dei mondiali con tanto di bagno ripetuto nella lozzissima fontana di Aulla, senza raffreddore soprattutto, quelle sono cose che resteranno, come il gol di Grosso con la Germania....
Ma anche i gol dei bomber del Giuba Moda in questa stagione, pur non essendo mondiali mi hanno emozionato...
Al di là del calcio mi torna in mente un'altra serata di luglio e il salvataggio del mio cadaverico amico Pillo, tradito da sua maestà l'alcool, l'ultima volta che sono arrivato a casa che era già arrivata la mattina...
Certo mi lamento parecchio.
Non ho centrato molti dei miei obiettivi, ne ho centrati altri, addirittura alcune cose le ho centrate e non me ne importava una beata minchia, ma direi che in fondo, alla fine, si tratta sempre della storia dell'uomo (o forse solo io son così?): si cerca qualcosa, si trova qualcos'altro e alla fine ci si adatta...
Ricorderò anche il mio compleanno e la festa con 30 persone, bambole gonfiabili, panna montata e da montare e roba varia (mancava un po' la gnocca giustoo...).
Proprio oggi però è arrivata la notizia del mio fallimento nella mia missione finale del 2006, tagliato fuori per lettera, brutta cosa...
Mi rimbocco le maniche, e porto nel 2007 questa sconfitta, per ricordarmi di non ripeterla (e per aggiungere un nome sulla lista dei nemici).
Post malinconico, lo so, ma il passato è così, come guardare l'album delle foto: la nostalgia di alcuni splendidi momenti, che ti restano dentro e ti fanno ritornare a pensare a quello che è stato e al valore che all'improvviso acquistano certe serate...
Io nel 2006 mi voglio ricordare così: polo blu, jeans zuppi, testa zuppa, una bandiera tricolore come mantello a urlare "Oh francese pezzo di merda!" di fianco alla statua di Craxi.
E scusate se è poco...

cifero

domenica, 24 dicembre 2006, ore 21:20

Quando ho iniziato il blog ad agosto non pensavo che durasse fino a Natale, e invece eccoci qua!
Buon Natale a tutti i miei lettori, ora si riposa un po', ma io cercherò di aggiornarvi ancora con le mie storielle!
Ancora tanti auguri a tutti!
Ciao



cifero
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giovedì, 21 dicembre 2006, ore 10:18

Ok, faccio outing: non mi riesce mai semplice far qualcosa per niente (a parte il tirocinio, ma lì il discorso è complesso...).
La mia mentalità economica mi impone sempre di dover pensare che ad ogni DARE corrisponde un AVERE, e la bilancia deve sempre tornare in parità.
Partendo da questo presupposto ho iniziato, in clima natalizio, a pensare un po' alle volte che ho aiutato il prossimo e al perchè l'ho fatto.
Devo dire che aver visto "My name is Earl" (tranne le ultime due puntate, stupido videoregistratore che non ha registrato) mi ha fatto ragionare sul discorso del karma.
La teoria è semplice: fai una cosa cattiva, te ne ritorna una più cattiva, ne fai una buona, ne torna una più buona. Tutto deve bilanciarsi e quadrare.
Ho analizzato un po' le mie precedenti azioni a favore altrui e ho realizzato che sono una carogna: ogni volta che ho fatto qualcosa per gli altri avevo sempre da guadagnarci, avevo sempre un favore da chiedere, qualcosa che volevo in cambio o mille altre cose da guadagnare a scapito della persona che stavo aiutando.
Perciò mi son detto che questo Natale dovevo fare delle buone azioni.
Ok, non ho fatto la lista di quello che devo fare, ma cerco le occasioni per svolgerle.
E così ho fatto i regali anche a chi so che non mi regalerà niente, ho aiutato un'amica nel trovar il regalo per il fidanzato, ho revisionato la tesi di un altro amico,  e altre cosucce che ora non mi tornano.
E in più mi sono reso notevolmente disponibile qua in studio e soprattutto a casa, cosa che mi fa sudare, ma va fatto tutto.
Tutto sommato queste buone azioni mi fanno sentire bene, mi sento un angioletto, o un protagonista di un film natalizio americano...
Vorrei tentare di continuare a svolgere questi compiti anche dopo il Natale, o dopo le feste, ma credo che dal 7 gennaio tornerò a incarognirmi come prima...
Almeno ogni Natale avrò il motivo per essere buono...
E in fin dei conti almeno è meglio così...
cifero

mercoledì, 20 dicembre 2006, ore 10:15

Mi sono scordato di aggiornare il blog in 'sta settimana, ma l'euforia natalizia, il troppo lavoro non retribuito qua in ufficio e l'attività di norcino che mi ha occupato lo scorso weekend mi hanno distratto...
E pensare che avevo post bellissimi in testa, addirittura avevo scoperto perchè i panini con la nutella cascan sempre dalla parte della nutella... Ora me lo son dimenticato però...
Vabbè, rimedio con un'altra riflessione natalizia (finchè ce n'è si spende...).
In questi giorni di quasi festa, di luci, pacchetti e consumismo a go-go (io non so dove sia la crisi in Italia, ma nei negozi che ho girato 'sti giorni proprio non l'ho vista), dicevo, in questi giorni, mi sono perso per le strade, rapito dal comportamento della gente, una sorta di delirio ossessivo compulsivo volto al rimediare quisquillie e cazzate per ogni persona degna di ricevere un regalo.
Ho accompagnato parenti ed amici in quest'impresa e ho dato a tutti una mano (lo scopo del mio natale è fare un po' di buone azioni, ma di questo ve ne parlo domani...) e mi sono accorto di due cose.
Cosa numero 1: tutti stanno tirando ancora per le lunghe sti regali, io il 15 quest'anno avevo già finito. E forse loro fanno bene, perchè io ora giro per le strade (quando posso come ieri) senza niente da fare, senza più regali da cercare e soprattutto senza soldi da spendere... Ho già fatto il regalo anche per me, un fumettone di Neil Gaiman in edizione patinatissima, così inizio a spendere soldi anche in roba d'autore.... Però tutta la gente che arriverà alla Vigilia con in regali da fare, forse un po' la invidio...
Cosa numero 2: mi sono accorto che sono braccino... Io ho fatto i regali minimi ed indispensabili, addirittura niente per nessun amico (massimo pago un aperitivo da qui alla Befana), solo regali a chi erano dovuti e alcuni su richiesta (tipo: ci facciamo il regalo quest'anno? Sì, ok allora te lo compro). Invece tutti i miei amici in giro a far regali a tutti, a spendere fior fior di euri, addirittutta mia sorella fa i regali alle compagne di classe che non gli vanno completamente a genio e io le ho chiesto che senso avesse, lei ha detto "Ma è Natale...".
Sono veramente tirchio, devo ammetterlo e la cosa mi dà i sensi di colpa...
Ma alla fine mi autoconvinco di essere nel giusto, che basta il pensiero, che non si deve sprofondare nel consumismo, che alla fine basta quello che uno fa...
E se risparmio sui regali, sai quanti fumettoni di Neil Gaiman che mi posso comprare...
Okokok, sono braccino... Ma rimedio! Domani vi racconto delle mie buone azioni.ù
O dopodomani, o venerdì, vabbè, comunque prima di Natale...
cifero

giovedì, 14 dicembre 2006, ore 17:20

Aspettando una foto discretamente decente da mettere come avatar del blog ho ripiegato sul miticissimo Peter Griffin (ero indeciso tra lui, Homer Simpson o Brian Griffin).
Vabbè, questa era l'antifona...
Mi trovo qua in ufficio da solo, con una marea di roba da fare ma dato che la mia voglia di fare qualcosa è inversamente proporzionale alla quantità di lavoro da svolgere e soprattutto dato che non sono incentivato economicamente a svogere le mie mansioni, sto a fare un cazzo e penso a simpatiche cose.
Tra tutte vi propongo questa: il Natale è alle porte, io ho le musichine natalizie in macchina, ho completato per metà la lista dei regali di Natale, sto progettando il video natalizio, finlamente è arrivato il freddo e la gente vive sotto le lucine e in questa magica atmosfera.
Ora che vi ho contestualizzao veniamo al punto della situazione.
Guardatevi intorno: le nostre case brillano di luci, palline, altre cose luminose, addobbi e tutto questo è magnifico, solo una cosa stona, sia nei paesi che nelle città.
Questa cosa terribile, questa usanza barbara e soprattutto malefica: sto parlando dei Babbi Natali che si arrampicano.
Oltre ad essere un ottimo incentivo per i ladri, che si travestono da Babbo Natale e scalano i palazzi, 'ste cose fanno proprio pietà! Ho visto Babbi Natale che sembra siano spiaccicati sul palazzo, tipo paracadustisti sfortunati ecc...
Poi ci sono quelli messi in fila, tipo cordata di alpinisti, che se scorreggia il primo gli altri muoiono tutti...
Questi corpi inanimati attaccati alla finestra sono una cosa che non ha davvero senso: il Natale è la festa dei buoni sentimenti o delle cazzate commerciali da attaccare ad ogni parete?
Se conoscete qualcuno col Babbo Natale arrampicatore attaccato alla finestra per piacere menatelo a sangue e ricordategli che albero, luci e presepe sono già più che sufficienti.
Se invece l'avete attaccato proprio voi... vabbeh, lasciatemi l'inidirizzo qua e ci penso io...
cifero
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lunedì, 11 dicembre 2006, ore 10:14

Tranquilli: non è il titolo dell'ennesimo film natalizio, anche se magari, tra qualche anno, dato che ormai li han girati tutti i posti ci potrebbe pure stare...
Oggi volevo disquisire dell'imminente Natale e di come lo viviamo noi di Villanova, frazione di Bigliolo, frazione di Aulla...
Il Natale non è solo una festa o una semplice riccorrenza liturgica volta al puro consumismo: a Villanova è una lotta alle calorie, prima di tutto.
Si inizia sempre l'8 dicembre, e anche quest'anno è stata così.
Tiriamo fuori le solite lampadine da esterno, che ci tramandiamo da generazioni: penso che le lampadine le abbia fatte Edison in persona, e tutti gli anni ce n'è sempre una fila che non funziona e dopo enormi sforzi e la consulenza di qualche ingegnere finalmente l'albero fuori è fatto.
Albero per modo di dire: su un cespuglio di neanche due metri ci sono sopra sette metri di luci, sembra una torre di controllo nana praticamente.
Tralasciamo il presepe fatto con gli omini degli ovetti Kinder che faccio sempre ogni anno in camera mia, presepe che include come guest star Snoopy, Topolino, Darth Vader e Speedy Gonzales...
Il punto forte del Natale a Villanova si concentra nel cibo della Vigilia e di Natale.
La sera della Vigilia sono immancabili i "fritei d bacalà", questa simpatica pastella con in mezzo il pesce fritta a 6000 gradi dentro un bagno di olio, che ungono solo ad annusarli.
Sono 23 anni che li mangio, mi capiterà anche quest'anno spero e il mio fegato ringrazia.
Il fritto regna la sera della Vigilia: branchi di gamberi e totani finiscono a nuotare nella friggitrice di famiglia, in quantità tali che solo nei mari del sud si riescono a vedere.
Ma la vera chicca sta nel giorno di Natale: i ravioli.
I ravioli si iniziano a preaparare a Ferragosto e si stipano nel freezer: mia mamma pensa che non bastino mai e ne fa quantità tali da sfamare il Burkina Faso.
Mia nonna entra subito in competizione e ne deve far di più.
Fatto sta che i ravioli avanzano per il 90% e così dopo Natale ogni giorno son ravioli: al sugo, al burro, al ragù, col pesto, come contorno, come secondo, come dolce, a volte anche da bere...
Ho l'overdose di ravioli, quando dopo per un po' non li mangio mi vengono le crisi di astinenza.
E poi a Natale ancora crostini (strafritti) e carne (rigorosamente arrosto o fritta ma tanta) e tutto avanza e per tutta la settimana si deve rimangiare tutto.
Anche il cane alza bandiera bianca e il giorno di Santo Stefano io cerco di digerire il tutto, ma spesso è impossibile senza doping...
Ma alla fine è tutto bello così...
In fondo ci sono affezionato.
E poi che ci volete fare: non hanno mica detto "Christmas with the yours, Easter what you want" per caso...
cifero

giovedì, 07 dicembre 2006, ore 10:27

Finita la missione e uscito dal post sibillino-ermetico-criptico, rieccomi qua!
Volevo fare una puntualizzazione, anche in merito agli ultimi commenti sul blog, sul mio criterio di scelta dei migliori 20 film secondo me.
Partendo dal presupposto che è impossibile elencare solo 20 film (e intanto mi vengono in me "La sottile linea rossa", "Balla coi lupi", "21 grammi" e "Crash"), il problema è: come decretare che un film sia meglio di un altro? Come sceglierlo?
Probabilmente gli addetti ai lavori avranno un sistema sicuro per giudicare: io no, tiro un po' a caso e valuto come credo.
Prima cosa: quanti oscar becca un titolo non è un sistema per dire che sia un bel film.
Se non vado errato anche "Titanic" ha preso tipo 10 statuette, ma non lo vedrete mai nella mia lista, neanche se dovessi improvvisamente impazzire.
Il fatto degli oscar è una cosa particolare: alla fine vince chi deve, e salvo rare eccezioni, e soprattutto casi anomali, si tratta sempre di premi dati ai grandi blockbuster.
Eccezioni ce ne sono: il sopra citato "Crash" per esempio, che pochi avevano cagato all'uscita...
Altro problema: si tende sempre ad inserire roba recente, dimenticandosi i classici... Questo è vero, ma è anche vero che spesso diventa difficile comparare i classici con quello che ci troviamo in video oggi. C'è gente che quarant'anni fa, se avesse avuto i mezzi di oggi, avrebbe fatto film epocali, così come oggi, volendo sempre strafare, si perde la capcità di sorprendere con la semplicità assoluta.
Altro punto: le americanate. Ormai siamo invasi dalle americanate, che necessariamente non sono i film americani.
Non è vero che ogni thriller, ogni film pieno di effetti speciali sia un'americanata: dipende da come funziona il film e qui inizio a citare.
Prendiamo "Salvate il soldato Ryan" e "La sottile linea rossa". Premesso che io detesto Spielberg, il primo film non vale un quarto del secondo.
In "Salvate il soldato Ryan" si vedono americanate dall'inizio alla fine, dalla bandiera sventolante, fino a tutto lo svolgimento del film, dove i soldati sono eroi inflessibili, dove tutto rispecchia l'idea di patriottismo e spirito americano puro. "La sottile linea rossa" invece mette tanti dubbi, tutti i personaggi hanno dubbi, non sanno cosa ci fanno lì, non vorrebbero esserci, combatono una guerra che in fondo non è loro, tanto che all'inizio il buon Jim Caviziel sta sull'atollo in pace...
Le americanate hanno uno schema fisso: il buono è buonissimo, il cattivo bastardo, il buono poi vince.
Possono anche essere film costruiti da Dio, sotto regia, costumi e cazzi vari: vedi "Il Gladiatore" vedi i vari film su supereroi di ogni tipo, e tante altre menate varie, buoni film, ok, ma da vedere una volta e basta.
Io amo i film dove il buono è un po' stronzo e alla fine si fa il tifo per il cattivo.
Ma potrei essere io a sbagliarmi: la differenza tra cinefili e cinofili è breve e alla fine tutti hanno ragione e nessuno torto.
E come dicevano i latini: "De gustibus!"
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categoria : film e telefilm

lunedì, 04 dicembre 2006, ore 21:18

E si riparte.
Mi metto la mia armatura, come non facevo da due lunghissimi anni.
Armatura completa, ultimo stadio, riuniti insieme tutti i mie alter eghi (plurale) e si va.
Domani si vola, in missione per conto di Dio...
E anche questa volta non avrò paura, perchè anche questa volta sarò io, solo, come sempre, contro tutti i mulini a vento, solo e pronto a vincere con tutte le mie immense forze.

"Giudicandosi indegno d'altra impresa
pari a quella sul mare, quel soldato
ai più umili uffici rassegnato
errava oscuro per la dura Spagna.
Per abolire o mitigare l'astio
del reale, cercava il sognato
e gli offrirono un magico passato
i cicli di Rolando e di Bretagna.
Contemplava, al tramonto i vasto piano
dove un fulgore di rame perdura,
credendosi finito, solo e povero,
ignaro di portare in sè una musica:
movendo dal più profondo di un sogno
vagavano già in lui Chisciotte e Sancio."

J.L. BORGES

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categoria : citazioni