Ci siamo.
Questo giorno è sempre strano, perché in fin dei conti è solo una grossa attesa.
E io che sono il maestro delle attese mi ci trovo dentro da Dio.
Il fatto è che, anche se quest’anno sarà un Capodanno tranquillo, io sono già agitato. E non tanto per la serata in sé, quanto per il fatto che si tratta ancora una volta di varcare un limite, di superare il confine, di fare un altro giro di boa (non il serpente).
Si tratta solo di un confine, di un salto… Oggi siamo lì in mezzo, a fare i conti dell’anno passato e a fare i buoni propositi per quello nuovo, a pensare a quello che quest’anno è andato e a quello che vorremmo che andrà nel prossimo.
Tutto labile, niente concreto.
Come ogni anno conteremo alla rovescia, brinderemo a spumante da 5 euro, tireremo avanti alla bell’e meglio fino alla colazione, ce ne andremo a letto storditi e domani mattina (che siano le dieci,
Punto zero.
Mi stordisce sempre questo giorno, mi fa pensare più del solito, e non so mai cosa fare, non so mai se sto facendo bene e provo a ricordare cosa facevo anni prima, come andava questo giorno…
Tremila scaramanzie, tutte che si contraddicono, ogni anno una nuova, ogni anno se ne lascia indietro una… In fin dei conti questo giorno è davvero sempre uguale, come dicevo ieri…
Ho ritrovato nel cassetto una lettera che mi sono scritto l’anno scorso come oggi, forse perché fuori c’era la neve…. A volte sono geniale, e questa è una di quelle volte.
Dicevo tante cose serie, molte cazzate e facevo anche tante raccomandazioni… Non ne ho ascoltata mezza…
Comunque penso che quest’anno mi riscriverò…
Forse questo giorno è particolare perché è l’unico momento in cui riesco a vedere tutto, sia passato che futuro.
Oggi è il presente, così labile e così trasparente, così veloce da non poterlo scorgere o comprendere.
Oggi è un giorno strano alla fine.
E basta.
Ecco ora smetto, ricomincia l’agitazione.
Ci siamo.