martedì, 31 ottobre 2006, ore 10:25

Ogni tanto questo mondo mi stupisce tantissimo, si tratta di piccole cose, camei che colgo in momenti distratti e che mi attivano il lato ancora sano del cervello (piccolo piccolo, ma ce l'ho ancora una parte sana).
Stamani la sveglia mi ha fatto venire un mezzo infarto (per cui se non doveste più leggere post vuol dire che la sveglia mi ha decisamente ucciso), poi ho fatto 10 minuti di coda per portare un documento in un ufficio, poi santissimo caffè, immancabile.
E mentre andavo al bar, su una panchina ho visto una coppia di ragazzini, età massima sedici anni.
Gli zaini da una parte e loro due abbracciati che si baciavano e non distinguevi dove inizava uno e finiva l'altro.
Dopo il mio santo caffè sono uscito dal bar e loro due erano ancora lì.
"Beata gioventù" ho pensato, dall'alto dei miei "pesantissimi" 24 anni poi però mi sono fermato e ho visto oltre.
C'era gente che passava di lì, uomini incravattati con borsa da persona importante, due donne che parlavano ininterrottamente dietro occhiali da sole enormi, due vecchietti che ce l'avevano con Prodi, uno spazzino che bestemmiava e l'altro che rideva...
E loro due erano lì, sulla panchina sotto le foglie gialle e sotto il timido sole, ma in realtà non c'erano, nessuno li vedeva a parte me...
Perchè in quel momento nessuno si accorgeva di loro, tutti erano troppo impegnati a vivere la propria esistenza da non accorgersi di quella scena da film.
Il fatto è che noi siamo ormai prigionieri della libertà che abbiamo acquisito.
Mi immagino i due fidanzatini che forcano da scuola, con l'emozione della libertà, di fare quello che non vogliono che fai.
E' quella la bellezza delle libertà: uscire da quello che fai sempre...
Noi, e scusate se generalizzo, quella libertà l'abbiamo acquisita, in almeno una decina d'anni, tra patente, libertà il sabato sera eccetera, in fin dei conti ormai non abbiamo più il senso del proibito se rientriamo alle 6, se forchiamo (che poi da che cosa si forca se non si va a scuola?).
Il fatto è che tutta questa libertà ormai ci ha schiavizzato, ora siamo bloccati dentro a questa possibilità di fare ciò che prima non potevamo fare, siamo prigionieri di noi stessi, incapaci di fermarci e di stupirci per le piccole cose.
Sono certo che nessuno di quelli che passavano di lì in quel momento abbiano pensato quello che pensavo io, forse non vedevano niente sulla panchina...
Io invece ci ho visto la libertà, quella vera, non quella a tinte grigie e ordinarie che ci hanno venduto.
E' bello vedere come questo mondo, se lo si osserva bene, sia sempre capace di continuare a stupirci, partendo sempre dalle piccole cose...
cifero
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categoria : filosofia a villanova

lunedì, 30 ottobre 2006, ore 17:39

Io ODIO l'ora solare...
Sarà il fatto di vedere arrivare il buio alle 5, sarà che preannuncia l'inverno, non lo so, sta di fatto che odio l'ora solare.
Si tratta di un odio viscerale, consolidato negli anni...
Mi ricordo quando la mettevano a settembre, quando ero piccolo, e da un po' di anni averci guadagnato un mese per me è davvero oro colato.
Non sono tragico, è che io mi smonto con l'ora solare.
Inizio ad entrare in un letargo assoluto, e la mia vita ne risente.
In primo luogo perchè tendo ad impigrirmi e a poltronizzarmi appena posso, meglio se col camino acceso e il gatto a fare da scaldotto sopra la pancia... il che mi rende ancora più sedentario e giova solo alla mia pancia (e al gatto che ci sta sopra).
In secondo luogo tendo ad uscire proprio il minimo indispensabile, giusto giusto se c'è un motivo buono (tira più un pelo di figa che un carro di buoi, per esempio) e quindi mi misantropizzo, tendo a rinselvatichirmi...
Il fatto è che si tratta di entrare in una sorta di letargo atipico, senza dormire sempre ma limitandosi a fare la metà delle cose che si facevano prima...
E poi il freddo, e poi la pioggia... Che palle!
Dalla finestra del mio ufficio ora vedo già tutto buio, e la colpa è dell'ora solare.
Vabbè, cercherò di vedere i lati positivi: la cioccolata calda, l'irish coffe, il vin brulè, girare inebetito in mezzo alla strada, con la luce delle vetrine che fa molto film americano, senza pensare a niente...
Ci provo, mi sforzo...
Ma l'ora solare io la odio...
cifero
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categoria : nel mondo di cifero

venerdì, 27 ottobre 2006, ore 10:47

Sono appena rientrato in ufficio, dopo aver preso uno dei caffè più buoni della storia.
Ultimamente tradisco il mio bar di fiducia, dove il caffè è inarrivabile, ma le rigide leggi dell'economia me lo impongono.
Ho una rosa di vari bar, dove capito a far colazione o fare la pausa caffè, ma stamani ero in un ritardo bestiale, per cui sono arrivato in ufficio a secco.
Sono uscito per prendere 'sto caffè e ho cambiato bar: di solito vado in una pasticceria scintillante, dove il caffè non brilla, stamani, dovendo far un altro giro, ho riepiegato su un baretto che non mi ispirava.
Nessuna gnocca al bancone, ambiente un po' sfatto, un baretto che mi ricordava i circoli degli anni '80 dove andavo con mio babbo, tra carte, fumo e videogame che andavano a 100 lire per partita.
Ho ordinato il mio solito macchiato e meraviglia, uno dei caffè più buoni mai presi.
Temperatura perfetta, giusta schiuma, sapore ricco e completo.
I migliori 80 centesimi della giornata.
E tornato qua ho pensato.
Ho pensato che essere e apparire sono due cose ben distinte.
Il baretto sembrava squallido, ma il caffè invece era ottimo.
L'apparenza ci inganna, i dati precaricati nel nostro cervello ci ingannano, ragioniamo per sommi capi e perdiamo la voglia di sperimentare, perdendo tempo, ma imparando...
Come le donnine il sabato sera in discoteca, che appaion fighe (specie dopo il quinto cuba libre) e poi fuori invece appaiono per dei ravatti restaurati (non so se ravatti sia italiano corrente, cercate su wikipedia).
Certo se poi le due cose coincidono meglio, essere e apparire uguali dico, wow, ma è difficile...
Nel frattempo mi rilasso (se mi rilasso, collasso... citazione), penso al magico weekend e alla mia tipa che appare poco, ma di sicuro è più di quello che sembra...

cifero

mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 10:22

Ho sempre più l'impressione che sto blog lo leggano 3 gatti (i miei)... Vabbè...
Il silenzio di quasi dieci giorni non era voluto, un po' come tutto...
Non era riflessione, non era momento di ricerca delle idee, non era manco il silenzio che anticipa grandi rivelazioni.
Solo che in ufficio è partita l'adsl, ancora una volta, (e con tutte le volte che parte chissà ormai in quanti posti è stata...) e io a casa mi scordo di aver un blog.
Il fatto di averci 3 gatti, una macchina, una chitarra, un trombone, due cani, una squadra di amatori, un conto corrente, un bar di fiducia, un pc iperpotente e un nano che vive nel frigo ogni tanto mi bloccano la propensione a scrivere.
Poi ci sono le donne... Troppe... Non riesco a star dietro a tutte, scappano troppo alla svelta (citazione dylandoghiana) e quindi ecco qua che mi scordo....
D'altra parte, come potete capire, questo post è riempitivo, giusto perchè di idee non ne ho molte, o meglio, qualcuno mi era venuta ma se non me le scrivo è inutile, l'alzheimer avanza, me le scordo...
E' il brutto connubio tra la tecnologia che impazzisce e l'autunno che avanza e che impigrisce, peggio che la primavera, rallenta i sensi, mi manda in letargo (più di quello che vivo normalmente...).
Ma non preoccupatevi: ora torno tra voi, al mutare della marea (mi sa che anche questa frase non è mica mia...)
cifero
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categoria : cazzate

lunedì, 16 ottobre 2006, ore 11:51

Provate questo test. Mettetevi un dito davanti alla faccia: cosa vedete?
La risposta più ovvia è il dito. Questa sembra una cazzata, ma è una cosa mooolto più profonda. Si tratta della capacità di guardare il mondo, e di focalizzarci su qualcosa.
Il fatto sta che spesso, per un motivo o per un altro, iniziamo a guardare il dito che abbiamo messo davanti alla faccia, e non vediamo più il mondo che sta dietro al dito.
Ci focalizziamo su piccoli problemi, facendoli diventare questioni di stato, ci limitiamo a vedere quello che vogliamo vedere dimenticandoci di tutto il resto.
Così vediamo solo chi sta meglio di noi, vediamo solo le macchine più grosse della nostra, pensiamo solo al lavoro, o allo studio, dimenticandoci del resto, o meglio, riducendo tutto ai minimi termini.
Questo perchè guardiamo il dito, non riusciamo a capire di tutto quello che ci sta intorno, non perchè ne abbiamo perso la capacità, ma semplicemente perchè non vogliamo.
Le dita (o i diti) davanti alla faccia ce li abbiamo tutti, e magari non uno solo... Io stesso ho i miei, e riconosco che sia difficile smettere di guardare solo quelli, però è facile prendere coscienza di guardare il dito e non il resto.
Non dovete toglierlo, dovete prendere coscienza che il mondo inzia là dietro al vostro dito...
E magari questo è un primo passo per iniziare a riscoprire la vera realtà dei fatti...
cifero
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categoria : filosofia a villanova

venerdì, 13 ottobre 2006, ore 19:28

Il sindacato nazionale e intergalattico dei tirocinanti, praticanti, volantari, sfruttati senza soldi, sfigati, senza benzina, nella persona del presidente, ovvero me, sentito il segretario (sempre me), ha indetto oggi una manifestazione contro i gerarchi padroni, sfruttatori del popolo, capitalisti e anche un po' forzisti (o dell'udc, non mi ricordo).

Oggi sciopero! Me ne sono stato a letto stamani e oggi pomeriggio non ho fatto un emerito cazzo... Oddio, non che ho risolto niente: ancora niente di nuovo, niente soldi, i pochi colloqui (di cui un giorno devo scrivere) che vanno sempre storti... Santa Maradona, ancora e sempre, però senza la gnoccolona, speriamo almeno quella, domani, dopodomani, chissà....
Oggi mi sono goduto la bellezza del perder tempo, arte in cui eccello...
E oggi cito, essendo in vena di citazioni, la BandaBardò

Oggi non lavoro, oggi non mi vesto
resto nudo e manifesto
Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione è persa
i calci di rigore sulla traversa
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..
Penso a meno stress e più farfalle, menochiacchere alle spalle
Non ho più silenzio, non ho più un pretesto
gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione persa
i calci di rigore sulla traversa
contro! paramoie e tempeste
rimanere fuori dalla feste
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..



cifero
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categoria : nel mondo di cifero

mercoledì, 11 ottobre 2006, ore 16:46

Post da leggere solo se siete appassionati della trilogia di Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis, e soprattutto se lo avete visto una ventina di volte....
In caso contrario continuate a fare dell'altro...
Allora: la domanda è inquietante e me l'ha posta mia sorella.
Partiamo coi presupposti: nel secondo film, alla fine, Doc becca il fulmine, finendo così nel vecchio west anno 1885, lasciando Marty nel 1955. Doc, nel west, lascia la macchina in una miniera, e lo fa sapere tramite una lettera a Marty, che arriva nel 1955.
Nel frattempo Marty (quello del primo film) sta partendo conla macchina (sempre del primo film). Quindi per un attimo nel 1955 ci sono tre macchine del tempo: quella con cui Doc becca il fulmine, quella con cui Marty è arrivato nel 1955 e quella nascosta da Doc nel 1885 che si trova nella miniera, di cui Marty e gli altri sono ignari... E fin qui tutto ok.
Nel momento in cui Marty, aiutato da Doc del 1955 riattiva la macchina del tempo e arriva nel 1885 arriva il casino e la domanda.
Martin arriva nel 1885 e la macchina si rompe (forato il serbatoio della benzina) per cui bisogna inventare un modo per ripartire.
Ecco la domanda: ma la macchina che Doc ha nascosto per farla riavere a Marty nel 1955 dov'è?
Ci sono dunque due macchine del tempo, ma i nostri provano a riattivarne solo una...
Questa cosa mi fa impazzire da due giorni... Qualcuno ne sa qualcosa?
cifero
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categoria : film e telefilm

mercoledì, 11 ottobre 2006, ore 09:43

Ho qualche domanda da rivolgere al mio vastissimo pubblico (devo pubblicizzarlo 'sto blog... magari domani, oggi no, va!).
Ok, eccovi i miei perchè:

  • Perchè i panini con la nutella cascano dalla parte con la nutella?
  • Perchè il prosciutto crudo costa più di quello cotto?
  • Perchè ad ogni colloquio che mi fanno mi dicono che cercavano una donna?
  • Perchè il mio capo, come tutti i capi, è un emerito cretino?
  • Perchè le donne ti dicono che a te non te la vogliono dare perchè sei troppo dolce e poi la smollano al secondo che passa?
  • Perchè la tv ci sta facendo il lavaggio del cervello?
  • Perchè le trame dei film porno sono così prevedibili?
  • Perchè la Juve è in B e tutte le altre no?
  • Perchè più uno ci ha i soldi più si lamenta di non avercene?
  • Perchè se accarezzi il culo al gatto alza la coda?
  • Perchè quando lancio io un boomerang non torna mai indietro?
  • Perchè più uno studia più diventa scemo e meno trova lavoro?
  • Perchè non mi prendono dicendomi che sono troppo qualificato per quel lavoro?
  • Perchè non conosco una ninfomane assatanata?
  • Perchè continuo a scrivere cazzate su sto blog?
Se avete qualche risposta postate, postate, postate....
cifero
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categoria : cazzate

lunedì, 09 ottobre 2006, ore 09:35

Lo so, sono vagamente psicotico, altrimenti non scriverei 'sto blog, tendenzialmente sono responsabile delle mie azioni, composto nelle reazioni e riesco sempre a contare fino a 10 prima di perdere le staffe completamente.
Sì, perchè la rabbia ogni tanto mi esce fuori tipo incredibile Hulk, non divento verde, ma se mi incazzo di brutto non capisco più niente e distruggo qualsiasi cosa (tipo una volta ho lanciato uno yogurt contro la porta di casa, ma ero sotto esame e la cosa non conta).
Il fatto è che quando perdo la pazienza mi si spegne il cervello e faccio il contrario di quello che dovrei fare.
Esempio di ieri (e motivo del post autopsicoanalizzante): dovevo raggiungere alcuni amici ad una sagra, in un posto dove già normalmente parcheggio ce n'è poco.
Arrivo e inizio a girare, in lungo e in largo per un quarto d'ora, senza trovare un posto che non fosse a un chilometro dal paese.
Questo, il caldo, il fatto che loro avessero trovato parcheggio e io no mi ha fatto saltare i nervi.
Così, dopo mezz'ora di inutile girovagare, ho rinunciato al pomeriggio, ripreso la macchina e puntato verso altre vie.
Arrivato a casa mi sono detto che sono veramente un cretino, ma in quel momento il mio cervello da babbuino non vedeva altre cose da fare...
Santa pazienza.... Mi chiedo perchè non riesco a mantenerla costante...
Morale della favola: se non trovate parcheggio vicino, scendete e cominciate a correre, magari così la rabbia sbollisce...
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categoria : nel mondo di cifero

giovedì, 05 ottobre 2006, ore 19:21

Qualcuno dice che in ogni mia parabola c’è sempre un asino: non so come mai, però non mi dispiace, anzi…

A quanto ne so ne esistono diverse variabili, in diverse località di questa parabola sull’indecisione. Veniamo al punto: c’era una volta un asino, che nella sua stalla aveva davanti a sé due mucchi di fieno. L’asino guardava prima un mucchio poi l’altro, indeciso su quale dei due mangiare. La cosa durò per giorni, finchè l’asino, per non sapere da che mucchio mangiare, morì di fame.

L’indecisione dunque, una piaga che almeno una volta ci colpisce tutti: l’asino deve scegliere ma la sua indecisione non glielo permette, così alla fine non sceglie e muore.

Ora, non è che se non scegliete morite (a meno che non dobbiate scegliere se scansarvi mentre siete sulla strada di un TIR lanciato ai 150), però questa perla di saggezza popolare indica come l’indecisione non porti mai niente di buono. La scelta deve essere fatta, in un modo o nell’altro, perché deve essere presa una direzione: al contrario non succede nulla ed è proprio il nulla che logora ancora di più. Ma sulla scelta tornerò a disquisire presto….

La prossima parabola la sceglierò senza asini…

cifero
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categoria : storie e parabole